Delebio, shock anafilattico per una bambina: salvata da due negozianti

Una bambina a Delebio è stata salvata grazie all’intervento di due negozianti dopo aver accusato un grave shock anafilattico per un’allergia. Trasportata d’urgenza a Bergamo, sta ricevendo cure.

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Delebio

Momenti di grande paura, nel tardo pomeriggio di lunedì a Delebio, dove una bambina è stata colpita da un grave shock anafilattico per avere bevuto una bevanda e ha seriamente rischiato di morire. A salvarla sono stati due negozianti, attirati dalle grida disperate della madre che chiedeva aiuto.

«Mia moglie con i bambini si è recata a fare visita a una famiglia di nostri amici connazionali - dichiara il papà classe 1984, di nazionalità senegalese e da tanti anni trapiantato in Valtellina - Loro abitano qui vicino all’hotel, poi al momento di allontanarsi mia figlia ha accusato un fortissimo malore qui nel grande piazzale. Si apprestavano a rientrare a Cosio Valtellino, il paese in cui risiediamo. Ancora una manciata di secondi e - secondo quanto mi ha riferito in seguito anche mia moglie - avrebbe perso la vita. Io lavoro nel biscottificio e non ero presente. Ma ho voluto tornare oggi per ringraziare i due uomini che, con il loro tempestivo intervento, hanno evitato che si consumasse una tragedia. Ora mia figlia, che ad agosto compirà otto anni, si trova ricoverata nell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove è stata trasportata d’urgenza con un elicottero di Areu. E mi auguro che, dopo le necessarie cure che sta ricevendo da medici e infermieri, presto possa tornare a casa in Valtellina».

L’uomo, inoltre, fa sapere che quel pomeriggio «mia figlia ha consumato, nell’appartamento dei nostri amici, un succo di ananas che conteneva pure del latte, sostanza quest’ultima a cui è allergica, come noi sappiamo da tempo. Ma gli amici non ne erano a conoscenza, altrimenti non le avrebbero di certo offerto quella bevanda dissetante al gusto del frutto tropicale con aggiunta di latte».

Le invocazioni di aiuto della mamma, che adesso si trova accanto alla piccola nella struttura ospedaliera bergamasca, hanno richiamato sul piazzale due commercianti.

«Ho sentito gridare e mi sono precipitato all’esterno della mia attività commerciale per intervenire immediatamente - racconta Mohamed Fadili, 52 anni, originario del Marocco, da più di venti anni in provincia di Sondrio e titolare del “Minimarket Valtellina” di Delebio -. Senza perdere tempo ho capito cosa stava succedendo. Le ho praticato un massaggio cardiaco, seguendo le modalità che ho appreso durante un corso al quale avevo partecipato durante il servizio militare in Marocco».

Ad aiutarlo anche un collaboratore del market-macelleria, accorso a sostegno delle operazioni salva-vita.

«Per prima cosa - aggiunge infatti Abderafie El Matouate, 28 anni, di nazionalità marocchina - ho provveduto a lanciare l’allarme alla centrale operativa del 118 per far intervenire al più presto l’ambulanza e l’elicottero che, attorno alle 17.30 di lunedì, è poi atterrato nel prato qui di fronte, all’altezza di via Stelvio 113. E poi ho fattivamente collaborato alle manovre di rianimazione per riattivare una corretta respirazione della minorenne ed evitare, pertanto, che si verificasse un tragico evento».

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