Cronaca / Morbegno e bassa valle
Lunedì 28 Settembre 2026
Don Gabriele accolto a Morbegno: una grande festa
L’ingresso La comunità ha fatto sentire il suo abbraccio al sacerdote che sarà il responsabile dell’oratorio:«Arrivo con grande emozione, è una realtà molto viva»
Lettura 2 min.Morbegno
Campane a festa ieri per il nuovo vicario, l’affetto di tutta Morbegno per don Gabriele, al quale è stata dedicata un’intera giornata di festa. Dalla messa nella chiesa di San Giovanni al pranzo comunitario in piazza, fino al pomeriggio di incontri, la comunità ha voluto trasformare l’ingresso ufficiale del sacerdote in un abbraccio collettivo, presentandogli volti, famiglie e realtà che compongono la parrocchia.
Da Como a Morbegno
Trentacinque anni, originario di Como, ha mosso i primi passi nella parrocchia di Bulgorello, nella bassa Comasca e sacerdote da cinque anni, don Gabriele Mandaglio arriva dalla parrocchia di Cermenate, dopo essere cresciuto pastoralmente nell’esperienza di vicario. A Morbegno assume ora un nuovo incarico, con una particolare responsabilità nell’oratorio.
«Arrivo con grande emozione, perché mi rendo conto che Morbegno è un centro importante», racconta. La fiducia del vescovo, spiega, porta con sé anche una responsabilità precisa: «Mi ha detto che si aspetta che l’oratorio continui a girare bene e che questa è una comunità molto viva, molto vivace».
E il primo impatto è stato positivo. Nel mese dedicato al trasloco e alla conoscenza della nuova realtà, don Gabriele ha già potuto vedere «buona organizzazione, un buon ordine, tante persone che ruotano intorno sia alla parrocchia sia all’oratorio». Presupposti che, dice, «sono davvero ottimi per lavorare bene».
Lo slogan di benvenuto
Ad accoglierlo, la comunità ha scelto uno slogan che è anche un programma: «A braccia aperte verso Te». Nel messaggio i parrocchiani hanno descritto Morbegno come una comunità «variegata, ricca di azioni di bene verso tutti», impegnata ad annunciare il Vangelo «partendo dai piccoli per arrivare ai grandi» e desiderosa di essere più vicina alle persone attraverso «il dialogo e il servizio».
Un invito che don Gabriele raccoglie indicando da subito la sua priorità: incontrare le persone. «Mi piacerebbe come prima cosa incontrare la gente, perché penso che la Chiesa non sia una struttura, ma una comunità, un po’ una grande famiglia». Il sacerdote mette così al centro delle prime settimane non tanto un programma già definito, quanto la necessità di conoscere la città e chi la vive. Nel messaggio di benvenuto, i parrocchiani hanno chiesto al nuovo vicario di aiutarli a vivere la comunità «come nelle famiglie: si condivide, si prega, si testimonia l’amore di Dio».
Inizia il lavoro
Un’impostazione che trova una risposta precisa nelle parole del sacerdote: «Se non c’è una carità fraterna, se non c’è un legame davvero con uno stile evangelico, possiamo fare tante cose, ma non viviamo il Vangelo, non siamo realmente Chiesa di Cristo come Cristo l’ha voluta».
Don Gabriele arriva con una formazione maturata anche fuori dal seminario: dopo il liceo classico Alessandro Volta di Como ha conseguito a Milano la laurea triennale e magistrale in filosofia, entrando poi in seminario a 23 anni. «Ringrazio Cermenate: lì sono cresciuto tanto e porterò i fedeli sempre nel cuore».
Ora comincia il capitolo morbegnese. Ai nuovi parrocchiani rivolge due parole semplici: «Grazie, perché ho già visto che mi hanno accolto benissimo». E poi una promessa che guarda già ai prossimi giorni: «Adesso che sono qui iniziamo a lavorare, quindi non perdiamo troppo tempo». La comunità, nel suo messaggio, gli aveva già risposto assicurando che «il dono arricchisce sempre chi riceve e chi dona».
© RIPRODUZIONE RISERVATA