Don Roberto: via libera alla beatificazione

La Santa Sede ha dato il benestare per l’inizio del processo: «Un segno della Provvidenza» A dare l’annuncio ieri è stato il cardinale Cantoni ai giovani della Diocesi: «Don Malgesini, gigante della carità»

Cosio Valtellino

«Proprio ieri pomeriggio (ossia venerdì per chi legge, nda) mi è giunta dalla Santa Sede, e precisamente dal Dicastero per le cause dei Santi, la facoltà di dare inizio al processo di beatificazione di don Roberto».

Ha proprio ragione il cardinale Oscar Cantoni a definirlo «un segno puntuale della Provvidenza, giunto al momento più opportuno»: la notizia tanto attesa – anticipata oltre un anno fa, durante la Visita pastorale al vicariato di Como centro – ora si avvia a diventare concreta.

Ed è così che, in un futuro neanche troppo lontano, la Chiesa lariana potrà annoverare tra i propri testimoni luminosi anche don Roberto Malgesini, il sacerdote originario di Cosio Valtellino ucciso a coltellate il 15 settembre del 2020 da uno dei senza fissa dimora che quotidianamente aiutava e assisteva.

Il via libera al processo di beatificazione di quello che il vescovo ha definito un «gigante della carità» è stato comunicato ieri pomeriggio, nel corso del ritiro di Quaresima dei giovani della Diocesi.

“Testimoni di luce” il titolo della due-giorni in corso nelle parrocchie comasche di San Bartolomeo e di San Rocco, la realtà pastorale dove viveva e operava don Malgesini, scomparso lo stesso giorno del beato Pino Puglisi, il sacerdote palermitano ucciso da Cosa nostra il 15 settembre del 1993.

Davvero numerosi i punti in comune tra i due sacerdoti, come hanno ricordato il cardinale e l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, ospite a Como per l’occasione. «Lo Spirito Santo ha marchiato di vivo fuoco l’essere e l’agire delle nostre due Chiese e le ha rese feconde proprio per il sacrificio di questi due sacerdoti, don Pino e don Roberto, che con la loro offerta d’amore, a 27 anni di distanza, ma nello stesso giorno, il 15 settembre, hanno confermato quanto già Tertulliano aveva scritto: “Il sangue dei cristiani è seme di nuovi cristiani”», ha sottolineato Cantoni.

«Così noi tutti, testimoni e amici di questi due “giganti della carità”, siamo stimolati a continuare decisamente il nostro cammino, facendo del dono di noi stessi lo scopo della nostra esistenza».

In questi anni, il cardinale non ha mai nascosto la volontà di dare il via – secondo le modalità stabilite dalla Chiesa – al processo di beatificazione di don Malgesini. Lui stesso ne parlò a inizio gennaio 2025. «Una vasta eco e una forte risonanza ha suscitato e continua a suscitare l’uccisione di don Roberto Malgesini, la cui fama si è protratta di anno in anno, fin dal giorno della sua morte, il 15 settembre 2020. Credo che siano sufficienti le premesse per poter incominciare il processo canonico per una sua beatificazione», ebbe a dire nel corso della Visita pastorale al vicariato di Como.

Il vescovo confermò lo stesso proposito nel giorno esatto del quinto anniversario, durante la messa nella chiesa di San Rocco a Como. «È nel cuore di tutti noi, a tal punto che ho già chiesto al Dicastero dei Santi in Vaticano su come procedere alla sua beatificazione, proprio ora in cui sono scaduti i cinque anni previsti prima di dare inizio a un processo», disse il 15 settembre scorso, aggiungendo che «il santo popolo di Dio, che ha un fiuto speciale (sensus fidei), ha fin da subito riconosciuto le sue virtù, a tal punto che don Roberto fa parte delle ricchezze della nostra Chiesa e del tesoro prezioso della nostra società comasca».

Alla base di tutto l’iter si trova proprio la “fama di santità” che ha contraddistinto, fin da subito, la vicenda di don Malgesini. Il processo prenderà il via con la fase diocesana, pensata per raccogliere documenti e testimonianze per ricostruire la vita e – appunto – la santità del servo di Dio. Dopodiché, tutto il materiale sarà consegnato a Roma per i passi successivi in vista della beatificazione.

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