Cronaca / Morbegno e bassa valle
Venerdì 11 Settembre 2026
Frana dello Scaiun, i 45 sfollati resteranno fuori casa almeno un mese
Tra loro anche il sindaco di Val Masino e il parroco. Il rientro a Cataeggio sarà possibile solo dopo il ripristino del vallo paramassi: previsti due interventi urgenti e uno stanziamento di almeno 500mila euro
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Val Masino
Resteranno fuori casa per almeno un mese, i residenti di Cataeggio di Val Masino, 45 in tutto fra cui il sindaco e il parroco, in attesa del ripristino delle condizioni di sicurezza per il rientro nelle loro abitazioni.
Lo Scaiun, che ha scaricato quasi 7mila metri cubi di materiale a valle in due tornate nella notte di giovedì, da allora non si è più mosso salvo piccoli distacchi di assestamento, per cui la situazione può dirsi tranquilla da questo punto di vista, ma occorre precedere alla pulizia del vallo dal materiale finitovi dentro e al suo completo ripristino prima di poter dire chiusa l’emergenza.
Operazione, questa, che richiederà tempo e soldi, almeno 500mila euro, mentre «nel giro di un mese andremo ad effettuare altri due interventi di somma urgenza da 100mila euro l’uno – dice Massimo Sertori, assessore regionale alla Montagna – per la posa di una rete paramassi di rinforzo del versante e a ulteriore protezione dell’abitato. Nel mentre lavoreremo al reperimento del finanziamento necessario per ripristinare il vallo nel punto in cui è stato divelto dalla furia della frana. Un vallo che ha fatto perfettamente il suo lavoro, però, perché se non ci fosse stato le conseguenze per Cataeggio sarebbero state ben diverse. Ora, andremo a ripararlo e cercheremo di effettuare la messa in sicurezza nel più breve tempo possibile tenendo però presente che anche le maestranze devono poter lavorare senza rischi e pericoli. Con l’obiettivo di fare rientrare le persone sfollate nelle loro case non appena possibile».
Fra gli sfollati, come detto, c’è anche il sindaco, Pietro Taeggi, mentre il parroco, don Rocco Nesossi, vive a San Martino per cui il fatto di aver interdetto l’accesso alla chiesa, alla casa parrocchiale e all’oratorio non comporta a lui disagio personale, ma è venuta meno del tutto la possibilità di celebrare il culto e ritrovarsi per momenti aggregativi.
«Nel giro di un mese i lavori di somma urgenza dovrebbero concludersi, per cui le persone sfollate dovrebbero poter tornare a casa», ha detto il sindaco Pietro Taeggi al termine del sopralluogo svoltosi nella tarda mattinata di oggi ai piedi dello Scaiun, alla presenza di Massimo Sertori, assessore regionale alla Montagna, di Davide Menegola, presidente della Provincia di Sondrio, di Maurizio Papini, presidente della Comunità montana di Morbegno e dell’ingegner Mauro Orlandi, funzionario dell’Ufficio territoriale regionale di Sondrio che ha illustrato gli interventi di messa in sicurezza che verranno intrapresi ed i costi relativi.
«Ci attiveremo subito per il reperimento dei 500mila euro necessari a riparare il vallo paramassi danneggiato dalla frana – dice Sertori -, allo scopo di ridare quanto prima sicurezza all’abitato e a questa comunità».
Una vicinanza, quella delle istituzioni, che il sindaco ha gradito particolarmente. «Ringrazio Regione Lombardia per aver realizzato il vallo che ha salvato vite umane – dice – e per la vicinanza dimostrata giovedì, sia da parte di Massimo Sertori sia di Silvana Snider con cui sono stato in contatto telefonico. Ringrazio il dottor Guglielmo Borracci della Prefettura che è stato con me tutta la notte, l’Utr, la Provincia, la Comunità montana, i vigili del fuoco, Arpa, la Protezione civile, la Croce rossa. Tutti ci hanno fatto sentire meno soli».
Nella giornata di oggi gli sfollati, ospitati negli alberghi Rustichella, Miramonti e Sasso Remenno, sono stati accompagnati dai vigili del fuoco e dalla protezione civile locale a recuperare gli effetti personali che permetteranno loro di trascorrere un mese fuori casa, per poi rientrare nei loro alloggi in albergo.
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