Cronaca / Morbegno e bassa valle
Martedì 06 Ottobre 2026
Mello, falsi carabinieri in casa di una coppia di ottantenni: «Controlliamo oro e gioielli»
Quasi due ore di pressioni con la scusa di un’auto coinvolta in una rapina: i truffatori hanno cercato di convincere i coniugi a mostrare i beni di valore. Loro non hanno ceduto e hanno avvisato i figli, facendo fuggire il falso carabiniere.
Lettura 1 min.Mello
Quasi due ore con degli sconosciuti in casa, mentre cercavano di convincerli che la loro automobile fosse stata coinvolta in una rapina e che, per questo motivo, fosse necessario controllare oro e oggetti di valore. È stata una lunga sequenza di pressioni quella vissuta lunedì mattina da una coppia di coniugi ottantenni di Mello finita nel mirino di alcuni malintenzionati che si sono presentati come Carabinieri. Il tentativo di truffa, fortunatamente, non è andato a segno: i due, che risiedono in paese in una casetta indipendente, hanno mantenuto la lucidità necessaria per non cadere nella trappola. La vicenda denunciata ai Carabinieri, quelli veri, si inserisce in un fenomeno che, anche in Bassa Valtellina, non rappresenta purtroppo una novità.
I raggiri ai danni soprattutto delle persone anziane continuano a utilizzare modalità diverse, ma spesso hanno un elemento comune: creare una situazione di emergenza, convincere la vittima che sia in corso un pericolo immediato e presentarsi quindi come coloro che sono arrivati per risolverlo. Nel caso di Mello, preceduto qualche giorno prima da un episodio simile a Cataeggio in Val Masino, la divisa e la qualifica di presunti appartenenti all’Arma avrebbero dovuto rappresentare una garanzia sufficiente per rendere credibile il racconto. La storia della macchina collegata a una rapina è stata annuciata per telefono da un truffatore , presentatosi come carabiniere di Delebio, e ha fatto da premessa alla richiesta di verificare ciò che la coppia custodiva in casa. Un secondo uomo si è presentato sull’uscio: suo il compito di controllare in particolare gioielli, oro e altri beni di valore, come aveva preavvisato il falso collega per telefono.
È proprio in questo passaggio che il tentativo si sarebbe potuto trasformare in un furto vero e proprio, se i due coniugi avessero ceduto alle richieste. Hanno invece resistito, nonostante la situazione si sia protratta a lungo. Insospettiti hanno preso il cellulare per avvisare i figli, ed è a quel punto che il sedicente carabiniere si è dileguato. La loro esperienza restituisce soprattutto la dimensione umana di questi episodi: la difficoltà di capire immediatamente chi si ha davanti, la paura, la pressione esercitata e la necessità di mantenere la calma quando chi cerca di ingannarti costruisce una storia apparentemente credibile. Intanto, il vicesindaco di Mello Fabrizio Bonetti rivolge un avviso alla cittadinanza, invitando alla massima attenzione e chiedendo di informare le persone anziane e più vulnerabili. «Diffidate sempre di chi si presenta alla porta chiedendo denaro, oro o altri oggetti di valore, anche se si qualifica come appartenente alle forze dell’ordine - afferma Bonetti - In caso di dubbio non fate entrare nessuno, contattate un familiare e verificare direttamente la situazione chiamando i Carabinieri o il 112». A Mello, per fortuna, la trappola non è scattata.
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