Cronaca / Morbegno e bassa valle
Lunedì 05 Ottobre 2026
Morbegno: dopo l’incidente mortale lanciata la proposta di ridurre il limite a 30 km/h
Residenti e commercianti chiedono più prudenza e controlli. Si valutano dossi e semafori intelligenti per la sicurezza.
Lettura 2 min.Morbegno
L’incidente stradale avvenuto sabato scorso a Morbegno, costato la vita a Paolo Bottà di 55 anni e alla moglie Paola Curtoni di tre anni più giovane, residenti in via Lungo Adda, a poche centinaia di metri dal punto in cui sono stati travolti da un furgoncino e uccisi in sella al loro grosso scooter, ha suscitato vasto cordoglio fra i residenti e aperto un dibattito. Qui i coniugi erano bene inseriti nel locale tessuto sociale, genitori di tre bravissimi ragazzi ancora molto giovani, Samuele di 24 anni, Mattia di 22 e Aurora di quindici.
Al di là delle cause del sinistro, che saranno valutate dalla Polstrada di Mese, sta creando interesse la proposta lanciata da alcuni cittadini sui social, nell’immediatezza della tragedia, di introdurre un limite ancora più rigido di quello già esistente alla velocità: dai 50 chilometri orari, in vigore in quanto centro abitato, c’è chi suggerisce di abbassarlo a 30 nella via Forestale, quella dove si è verificato lo schianto.
«Sono residente qui da circa tre anni - afferma Luciana Tregattini - e mi sono trasferita da Milano, dove in diversi quartieri il tema della velocità è particolarmente sentito. Ma le assicuro che anche qui esiste. A volte si vedono sfrecciare veicoli a velocità elevatissima, come si fosse all’autodromo di Monza».
Poi interviene Sergio Minaglia: «Come si fa ad andare a 30 orari ? E’ un poco per chi lavora. Quando mi muovo con la mia utilitaria e transito in zone dove è in vigore il limite ribassato, basta che lo superi di un solo km e scatta un suono. Basterebbe, magari, soltanto più rispetto delle norme già esistenti».
Una pensionata di 84 anni, invece, si appresta a raggiungere il market da via Monsignor Danieli, proprio la traversa in cui voleva svoltare il conducente 42enne del furgoncino che ha investito lo scooter di marito e moglie, e poi deve recarsi in farmacia e dice: «Male non sarebbe abbassare il limite dei 30 in questa zona. C’è chi viaggia come un matto. Basterebbe per un tratto limitato, per evitare poi lunghi incolonnamenti al semaforo - sostiene Teresina Alborghetti - e in prossimità del ponte che porta alla costiera dei Cek».
E la giovane Letizia Ceni aggiunge: «Se si impongono limiti minori, ma poi non c’è nessuno che effettua controlli, a cosa servirebbero ?». Il pensiero di Patrizia Stojanovic, cognome straniero ma nata qui e residente nel quartiere, non si discosta da quello di molti: «Io abito nella vicina via V Alpini e la situazione non differisce molto da quella esistente in via Forestale. Se devo attraversare in via Forestale, anche se sulle strisce, mi faccio tenere per mano da mio marito se è con me. Spesso, infatti, c’è da avere paura a passare da un lato all’altro della strada. Ho già rischiato più volte di essere investita. Si rischia la pelle. Ci piacerebbe vedere qualche pattuglia in più della polizia locale. Sono favorevole all’introduzione di un limite della velocità più basso».
Un’altra Patrizia, con i suoi tre cani, è molto attenta prima di attraversare, seppure sulle zebre. Perché va detto che il Comune di interventi, in passato recente, ne ha fatti per migliorare la situazione. «Il traffico è notevole - osserva Stefano Borsari - servirebbe più prudenza da parte d chi guida, auto o moto”. “In quel punto - ricorda il dottor Luca Legnani, titolare dell’omonima farmacia - in passato ci sono già stati gravi incidenti. Importante sarebbe rispettare i limiti già esistenti, oppure utile potrebbe essere introdurre dossi per rallentare l’andatura e semafori intelligenti che scattano rosso se si superano i limiti».
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