Cronaca / Morbegno e bassa valle
Lunedì 02 Novembre 2026
Morbegno, intimidazione al centro islamico: il sindaco condanna il gesto e chiede dialogo
Indagini dei carabinieri dopo le minacce alla struttura lungo l’ex Statale 38, al confine con Talamona. Patrizio Del Nero: «Ogni forma di violenza e intolleranza è inaccettabile», ma invita anche ad ascoltare le preoccupazioni dei cittadini. La comunità musulmana: «Siamo contro gli estremismi, speriamo non salga la tensione».
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Un grave episodio di intimidazione, all’apparenza a matrice xenofoba, ma saranno poi le indagini dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Sondrio appena avviate a dargli la corretta cornice. Su quanto successo all’alba di domenica, lungo l’ex statale 38 dello Stelvio, in un piccolo spazio che ospita alcune attività commerciali al confine con Talamona, dove è stata presa di mira quella che comunemente viene definita moschea (anche se, in realtà, non lo è) interviene il sindaco di Morbegno, Patrizio Del Nero. “Il vile gesto intimidatorio compiuto contro il Centro islamico di Morbegno va fermamente condannato - afferma il primo cittadino dell’importante località della Bassa Valle -, poiché ogni forma di violenza, minaccia e intolleranza è inaccettabile in una società civile.
Tuttavia, liquidare l’accaduto come un semplice atto isolato rischia di ignorare un disagio più profondo che attraversa parte della nostra comunità. Il principio cardine dello Stato laico tutela la libertà di culto e la legalità, ma impone anche alle istituzioni di ascoltare le preoccupazioni reali dei cittadini legate alla convivenza e alla percezione di insicurezza sempre più diffusa”. Poi Del Nero sottolinea che “solo attraverso un dialogo aperto, trasparente e privo di tabù ideologici tra tutte le parti in causa, sarà possibile affrontare i problemi sociali sul tavolo, favorendo la coesione civile e il rispetto reciproco senza cedere né alla provocazione né all’indifferenza”. Insomma, il pubblico amministratore della cittadina del Bitto analizza in profondità la situazione e, attraverso le sue ponderate riflessioni, nel condannare apertamente quanto successo nella municipalità da lui guidata, non intende assolutamente sottovalutare le preoccupazioni concrete avvertite dai cittadini connesse alla convivenza di tutti i giorni e alla percezione di insicurezza sempre più diffusa nella comunità locale.
L’auspicio dell’intera collettività morbegnese, ora, è che in tempi rapidi le autorità preposte riescano a fare piena luce sull’inquietante episodio che, fortunatamente, non registra, da queste parti, dei precedenti. Si precisa, inoltre, che il Centro culturale preso di mira è autorizzato e, nel tempo, chi lo frequenta - proveniente dall’intera Valtellina e non solo dai paesi confinanti - non ha mai dato preoccupazioni di ordine pubblico. “Abbiamo anche alcuni italiani di prima generazione che hanno abbracciato, in via del tutto spontanea, la nostra fede religiosa - ha dichiarato un altro musulmano, Dris Ikodra, occupato in un’azienda della vicina area industriale di Talamona - e noi siamo stati ben felici di accoglierlo nella nostra pacifica comunità. Noi andiamo d’accordo con tutti, siamo contro gli estremismi e lavoriamo con regolari contratti in attività produttive del territorio provinciale nelle quali siamo ben accetti e considerati per la nostra professionalità e serietà. Non ci saremmo mai aspettati di ricevere simili minacce che, ovviamente, non ci lasciano dormire sonni tranquilli. Qui ci ritroviamo a pregare insieme più volte la settimana. Speriamo unicamente che non si alzi il livello di tenzione e si individuino al più presto gli autori”.
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