Morbegno, parlano gli anziani rapinati: «I banditi avevano accento dell’est»

Dopo la notte da incubo in balia dei rapinatori, s’indaga a tutto campo

Mrbegno

Notte da incubo per la famiglia di un affermato imprenditore morbegnese. Sequestrato e rapinato nella sua villa a un passo dalla stazione ferroviaria, a fianco dell’entrata degli uffici della locale Comunità montana e, quindi, a pochi metri dal Comando della Polizia locale.

Nella notte fra venerdì e sabato una banda composta da almeno tre elementi - con il volto incappucciato, per non rendersi riconoscibili - è riuscita a penetrare all’interno della bella casa, tinteggiata di rosa, dopo avere forzato un portone d’ingresso. L’imprenditore Aldo Verga, 75 anni, in quel momento stava guardando tranquillamente un programma alla televisione in compagnia della moglie Luciana Angelini, di alcuni anni più giovane, quando si è trovato di fronte in sala i malviventi.

Le loro intenzioni sono apparse da subito chiare: «Vogliamo tutto quello che c’è nella cassaforte, soldi e gioielli», avrebbe minacciato il capo. Sul grave episodio avvenuto in piena città ora indagano i carabinieri della locale caserma, unitamente ai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Sondrio.

Sull’irruzione non trapelano notizie da fonti ufficiali. Non sappiamo ancora, al momento, se ad agire siano stati rapinatori dell’Est Europa - in base all’accento - o, invece, italiani. Si è invece saputo che il bersaglio di chi ha agito, tutti con il volto travisato, era la cassaforte all’interno dell’abitazione, situata proprio di fronte al garage delle autocorriere di linea. A quanto ammonti il bottino non si sa: è nelle ore successive in corso di esatta quantificazione da parte dei derubati i quali sarebbero stati immobilizzati con dei lacci per impedire loro di avere una reazione e, soprattutto, di lanciare l’allarme, una volta che i rapinatori si sono allontanati con il ricco bottino riposto, probabilmente, in un capiente borsone.

Il sequestro di persona, infatti, è durato parecchie ore, in quanto soltanto alla mattina, neppure troppo presto, l’imprenditore Verga, titolare dello storico stabilimento Demetra che lavora carni pregiate destinate a ristoranti e hotel a più stelle oltre a conserve di funghi e non solo, con un fatturato di primo piano - circa cento dipendenti compresi quelli al lavoro nello spaccio - che è nell’area industriale di Talamona-Morbegno, è riuscito a liberarsi delle fascette, a slegare la consorte e, quindi, a dare l’allarme alle forze dell’ordine.

I sequestratori hanno avuto davanti a sé parecchie ore, per dileguarsi e fare perdere le proprie tracce, allontanandosi dalla Valtellina, utilizzando probabilmente un mezzo parcheggiato davanti alla villa svaligiata e che sarà risultato rubato, una volta rintracciato in un’area sicuramente abbandonata, come di solito avviene in casi del genere.

Ma l’intero perimetro in cui si è consumato il ’colpo’ è coperto da diversi sistemi di videosorveglianza e le prime indagini partiranno sicuramente, oltre che dalle testimonianze della coppia di pensionati, anche dall’acquisizione delle immagini. E altre telecamere ci sono lungo l’intero tratto di tangenziale e di ex statale 38 dello Stelvio, prima di imboccare la superstrada 36 del lago di Como, oppure nella direzione opposta verso Sondrio.

Si è trattato sicuramente di un piano pianificato con cura da professionisti degli assalti nelle ville. Resta ad esempio da chiedersi, in primo luogo, come sapessero dell’esistenza nella villa, a un piano, di una cassaforte che sarebbero riusciti a forzare in tempi abbastanza rapidi con gli idonei strumenti del mestiere, prima di darsi alla fuga in modo del tutto indisturbato. Ma nel frattempo si ripropone il tema-sicurezza a Morbegno dopo gli ultimi, inquietanti episodi di criminalità.

© RIPRODUZIONE RISERVATA