Morbegno: ricognizione medica sul corpo mummificato trovato nella boscaglia

Non sono stati rinvenuti documenti sul cadavere ritrovato in riva al torrente Bitto. Si trovava lì da almeno 40 giorni

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Morbegno

È stata eseguita nel tardo pomeriggio di sabato, dal medico necroscopo Antonino Gallucci, la ricognizione sul cadavere dell’uomo ritrovato nella mattina precedente nella boscaglia in riva al torrente Bitto, a Morbegno.

Un pescatore, risalendo dal torrente, ha avvertito un forte odore provenire dalla boscaglia ed ha voluto capire di cosa si trattasse. Si è addentrato e, ad un certo punto, ha notato la sagoma di una persona impiccata con una corda ad un albero. Ha subito chiamato il 112 e, poco dopo le 10.30, è stata mobilitazione generale in via Eliseo Fumagalli, all’altezza della quale è avvenuto il rinvenimento.

Lì si affaccia lo stabile dell’Enaip, centro di formazione professionale, e poco distante c’è anche il liceo artistico e ci sono alcune case, ma nessuno si è mai accorto di nulla, tenuto conto che la boscaglia è comunque abbastanza lontana dall’abitato.

Ad intervenire per primi e rimuovere il cadavere sono stati i vigili del fuoco di Morbegno, mentre gli operatori di Areu nulla hanno potuto trattandosi di morte conclamata.

Stando a quanto appurato in sede di ricognizione si tratta di un cadavere in avanzato stato di decomposizione, lì da almeno 40 giorni, praticamente mummificato. Impossibile distinguerne i tratti e quindi irriconoscibile e, oltretutto, non gli sono stati trovati addosso documenti di sorta. Né carta d’identità, né patente, piuttosto che una tessera sanitaria. Vestiva un maglione, e anche questo fa pensare che il fatto sia avvenuto qualche settimana fa, quando in Valtellina sembrava tornato l’inverno.

Non ci sono denunce di persone scomparse in valle, per cui i carabinieri di Morbegno, che stanno seguendo la vicenda, stanno cercando di confrontare le impronte digitali con quelle contenute nelle banche dati degli scomparsi per capire se si può attribuire un’identità al corpo.

Quel che è certo è che si tratta di un uomo caucasico, presumibilmente di mezza età.

Il ritrovamento, avvenuto non troppo lontano dal centro abitato, ha scosso la popolazione della città che si chiede ora chi possa essere questa persona vittima di un gesto estremo. Non sono stati rinvenuti sul corpo segni che possano ricondurre ad una morte violenta, magari prodotta da terzi.

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