Morbegno, solidarietà al Centro islamico dopo l’intimidazione: «Atto grave e inaccettabile»

Dopo i fatti di domenica, arrivano le prese di posizione dell’Us Delebio, della minoranza consiliare, dell’Anpi e del Centro culturale Oltre i Muri. Il direttivo del Khalid El Hilali ringrazia per la vicinanza e ribadisce: «Le nostre porte sono aperte a chiunque voglia conoscerci».

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Morbegno

Una condanna unanime, accompagnata dalla vicinanza alla comunità musulmana, attraversa il territorio dopo l’atto intimidatorio compiuto domenica davanti al Centro culturale islamico di Morbegno. Alle parole di solidarietà degli scout e a quelle del sindaco Patrizio Del Nero, si sono aggiunte quelle di altre realtà.

Tra le prime a intervenire l’Us Delebio Calcio: «Ci distanziamo e condanniamo ogni episodio di razzismo e discriminazione. In un mondo dove regna l’odio e la guerra, noi siamo dalla parte dell’uguaglianza e della pace». Una presa di posizione che arriva da una società sportiva da sempre attenta ai valori dell’inclusione e della convivenza, riconoscendo nello sport uno spazio aperto a tutti, senza distinzioni.

Sulla stessa linea il capogruppo di minoranza a Morbegno, Franco Marchini, che condanna senza riserve quanto accaduto, invitando però a non fermarsi alla denuncia. «Quanto accaduto al Centro islamico un gesto grave e inaccettabile. Le intimidazioni e le minacce non possono trovare spazio nella nostra comunità, indipendentemente dalle differenze culturali, religiose o di pensiero». Marchini richiama quindi il valore della gentilezza, intesa non come semplice cortesia, ma come capacità di rispettare gli altri e apprezza il messaggio degli scout di Morbegno: “Fratelli e sorelle musulmani, siete i benvenuti”. Un esempio di come «all’intolleranza si risponde con la forza della solidarietà, dei valori che tengono unita una comunità. Morbegno deve continuare a essere una città dove le differenze non diventino motivo di divisione».

Una condanna altrettanto ferma arriva dall’Anpi provinciale di Sondrio, per voce del presidente Sergio Spolini, che esprime solidarietà alle persone e alle comunità colpite sia dalle scritte antisemite comparse a Talamona sia dall’intimidazione al Centro islamico di Morbegno. L’associazione riconduce i due episodi a un preoccupante clima di odio, xenofobia e intolleranza, richiamando i principi della Costituzione e mettendo in guardia dalle ideologie sovraniste e razziste che individuano nelle minoranze religiose ed etniche un facile capro espiatorio.

Angelo Costanzo, presidente del Centro culturale Oltre i Muri afferma: «Minimizzare, da parte di chiunque è un grave errore culturale», osserva e invita le istituzioni a trasformare la solidarietà in un impegno aprendo un confronto sul riconoscimento di un luogo di culto per i musulmani in provincia, come passaggio verso una società realmente aperta e capace di valorizzare il pluralismo religioso.

Intanto, dal Centro culturale islamico Khalid El Hilali, a nome del direttivo, condanna «un gesto inaspettato, senza precedenti che ci ha turbato. E ringraziamo le forze dell’ordine che stanno indagando, e tutti quelli che ci hanno contattato per esprimere il loro dispiacere. Sono parole che ci scaldano il cuore e ci fanno capire che non siamo soli. Le persone che frequentano il Centro vivono qui da anni, lavorano, hanno figli che studiano e fanno parte della realtà di Morbegno. Non ci siamo mai sentiti isolati e consideriamo questo episodio distante dalla città che conosciamo. Il nostro è un centro culturale, non soltanto un luogo di culto:è uno spazio dove si può imparare l’arabo, conoscere la propria cultura e quella degli altri, creare relazioni con la comunità che ci circonda , le nostre porte sono aperte a chiunque voglia conoscerci».

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