Morto in Valgrosina il medico Cecini, stimato anestesista

Trovato domenica nella sua casa di Malghera. Grande il cordoglio tra i colleghi dell’ospedale di Sondrio. Giuliano Pradella: «Fu un pioniere del 118 agli albori»

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Valgrosina

È mancato improvvisamente nella sua amata Malghera in Valgrosina, a 75 anni, il medico anestesista-rianimatore Giacomo Cecini, per decenni autentica colonna dell’ospedale del capoluogo e del 118 in provincia.

Il ritrovamento

Nel primo pomeriggio di domenica l’hanno trovato ormai privo di vita nella sua baita, era stato visto qualche ora prima per l’ultima volta. È stata una tragica scoperta del tutto casuale perché un compaesano era rimasto a piedi con l’auto per la batteria scarica e aveva saputo che Giacomo aveva i cavi per caricare la batteria. Invano ha bussato alla porta e poi la triste scoperta. Non è stato semplice chiamare i soccorsi visto le problematiche del segnale in zona.

«Ci lascia un professionista eccezionale, una figura come la sua è raro trovarla nella sanità di oggi - afferma, addolorato, Giuliano Pradella, che è stato il suo primario nell’ospedale del capoluogo -. Giacomo è stato un grande anestesista con varie tecniche all’avanguardia che conosceva alla perfezione. È stato uno anche dei pionieri del 118 dagli albori. Un professionista davvero molto preparato che rendeva lustro all’ospedale di Sondrio quando eravamo in linea con i maggiori ospedali della regione».

Cecini aveva anche il dono di saper trasmettere le sue conoscenze: «Era un bravissimo formatore e ha dato un apporto fondamentale alla crescita professionale di tanti giovani medici - continua Pradella -. Il dottor Cecini è stato formatore nel 118 e anche nella sanità di montagna, ha insegnato nei corsi a guide alpine e soccorritori».

Gli inizi a Pavia

Sapeva insegnare e docente, ora in pensione, è anche la moglie Annalisa Strambini, per decenni stimatissima professoressa di lettere alla ragioneria di Sondrio. Laureatosi a Pavia con il voto massimo finale di 110, Cecini aveva iniziato proprio nella città pavese il suo il percorso professionale con l’internato. Poi il ritorno in Valle, dapprima all’ospedale di Morbegno e poi in quello del capoluogo per vari decenni fino alla meritata pensione una quindicina di anni fa. Da pensionato aveva più tempo per coltivare i suoi hobby all’area aperta, da praticare nella natia Valgrosina. Amava la pesca, soprattutto nei laghetti di montagna, ed era abile cacciatore con i suoi fidati cugini Mosconi. Un’altra grande passione di Giacomo era lo sci alpino. Gli piaceva raccontare la sua abilità sugli sci, disciplina che con grande orgoglio aveva insegnato sulle nevi di Aprica alla nipotina Sofia di 8 anni.

I funerali si svolgeranno oggi alle 15.30 in Collegiata a Sondrio. A stringersi alla moglie Annalisa e alla figlia Manuela, oltre a tanti ex colleghi, sicuramente anche molti grosini.

«Sabato era stato spettatore in Malghera al passaggio della gara Valgrosina Trail e aveva sottolineato ancora una volta l’importanza dei soccorsi in montagna e quanto fosse fondamentale avere la copertura telefonica per poter allertare tempestivamente i soccorsi», rivela un amico.

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