Cronaca / Morbegno e bassa valle
Venerdì 14 Agosto 2026
Renzo Oreggioni, sopravvissuto a Mauthausen: a 101 anni la medaglia d’onore
Dubino
Una medaglia d’onore per una storia che attraversa uno dei periodi più bui del Novecento e che oggi, a distanza di oltre ottant’anni, torna a essere testimonianza e memoria. Il prefetto della provincia di Sondrio, Anna Pavone, ha consegnato ai familiari di Renzo Oreggioni la medaglia d’onore conferita dal presidente della Repubblica agli italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.
Oreggioni, oggi 101enne, è nato il 29 ottobre 1924 ed è tra i pochissimi sopravvissuti ancora in vita alla deportazione e all’internamento nei campi nazisti. La sua vicenda comincia nell’estate del 1943. Chiamato alle armi il 26 agosto, a soli 19 anni, viene assegnato al 1° Reggimento artiglieria contraerea autocaricato, di stanza a Casale Monferrato, in Piemonte. Dopo l’8 settembre, con l’armistizio e lo sbandamento dell’esercito italiano, Oreggioni riesce insieme ad altri commilitoni a raggiungere Milano, con l’intenzione di tornare a casa. Il tentativo di rientro, però, si interrompe il 17 settembre 1943, quando viene catturato dai tedeschi. È quindi caricato su un convoglio ferroviario diretto in Germania, dando inizio a una prigionia destinata a durare due anni. In un primo periodo viene impiegato come idraulico, prima a Falkensee e successivamente a Siemenstadt. Poi arriva la deportazione nel campo di concentramento di Mauthausen, uno dei luoghi simbolo del sistema concentrazionario nazista, dove viene internato e costretto a vivere le terribili condizioni imposte ai prigionieri. La sua prigionia termina con la liberazione della Germania da parte degli Alleati. Il 17 settembre 1945, esattamente due anni dopo la cattura, Renzo Oreggioni riesce finalmente a fare ritorno a casa.
La medaglia è stata consegnata dal prefetto Pavone al figlio Paolo, alla presenza del sindaco di Dubino, Emanuele Nonini. Nel corso della cerimonia Anna Pavone ha espresso la propria vicinanza a Oreggioni e alla sua famiglia, sottolineando il valore della sua storia: quella di un uomo che ha sopportato e superato le atrocità della deportazione nazista e che oggi rappresenta una delle pochissime testimonianze viventi di quella pagina drammatica della storia. Un riconoscimento che assume quindi un significato che va oltre la vicenda personale di Renzo Oreggioni: custodire il ricordo di ciò che accadde e trasmetterlo alle nuove generazioni, perché la memoria di chi visse sulla propria pelle la persecuzione e la deportazione non vada perduta.
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