Cronaca / Morbegno e bassa valle
Venerdì 06 Gennaio 2017
Sala d’attesa, caso risolto con “strigliata”
Dopo la protesta della Cgil sui viaggiatori lasciati al freddo, il prefetto di Sondrio scrive e denuncia il caso . Nodo superato dal Comune che, ricordando l’accordo con la Croce rossa, ha dato ai volontari le chiavi della struttura.
Lettura 2 min.La sala d’attesa chiusa alla stazione di Morbegno solleva le proteste di passeggeri, sindacati e del prefetto e da ieri alle 18 la questione si è risolta. Si chiude positivamente la vicenda legata all’impossibilità di accedere alla sala d’attesa al di fuori degli orari di apertura della biglietteria di Trenord, ridotti a gennaio alla sola mattinata.
A sollevare la protesta è stata per prima Filt Cgil attraverso il segretario provinciale Giorgio Nana che, segnalando quanto avvenuto nei giorni scorsi a una neomamma che ha rischiato di ritrovarsi al freddo e in piedi ad allattare il suo bambino, ha chiesto l’intervento della Prefettura. Ieri mattina è stata emessa una nota ufficiale del prefetto Giuseppe Mario Scalia che ha definito «impensabile che i passeggeri che sono in attesa dell’arrivo del treno rimangano all’aperto durante la stagione invernale, con le temperature rigide ben note a tutti e conseguente nocumento alla loro salute». Il prefetto si è rivolto direttamente a Trenord, invitando al ripristino del servizio «in ottemperanza alla tutela della salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e nel rispetto del principio della buona amministrazione - ha scritto il prefetto - ovvero di fornire servizi al cittadino efficienti, senza arrecare danni o disagi di alcun genere». Nella nota il prefetto Scalia parla di «proteste sacrosante manifestate dai passeggeri della stazione ferroviaria di Morbegno» e invita «a disporre con immediatezza, mediante rettifica, l’apertura della sala d’attesa della stazione con orario continuato fino a sera in quanto l’apertura al pubblico di tale luogo è necessaria - sostiene il prefetto - e indispensabile affinché si tuteli la salute pubblica dei passeggeri».
Trenord ha fatto sapere ieri di non avere competenza riguardo alla gestione dell’apertura della sala d’attesa, che viene regolata tra i Comuni e Rfi, e che il compito svolto dall’impiegato della biglietteria secondo i suoi orari di servizio è solo una forma di collaborazione.
Lo ha confermato il sindaco Andrea Ruggeri, che ieri si è attivato sulla base di quanto previsto dalla «convenzione - ha spiegato - siglata nel 2013, con sindaco Alba Rapella, tra Comune e Croce Rossa per il comodato d’uso su alcuni locali della stazione. In quella convenzione si definisce di fatto tra i compiti della Cri quello di aprire e chiudere gli spazi della sala d’attesa, dell’atrio e dei bagni della stazione dalle 6,45 alle 21. Fino ad oggi - dice Ruggeri - la Cri non aveva nella sua disponibilità le chiavi necessarie ad aprire e chiudere. Oggi (ieri per chi legge) ci siamo attivati comunicando tra le parti, compresa la Prefettura, e dalle 18 la situazione è risolta. Saranno i volontari della Croce Rossa, che si è subito resa disponibile, ad occuparsi d’ora in poi di aprire e chiudere la sala d’attesa».
Risolta la questione di uno spazio al caldo dove attendere i treni, rimane il problema della biglietteria che fino al 12 gennaio e poi il 17 e 18, 21,22 e 23 e dal 25 al 29 gennaio sarà aperta solo dalle 6 alle 12,45. In alternativa, ma soltanto per i viaggi regionali, c’è il bar della stazione o il giornaliero “Io viaggio in Regione” al consorzio turistico. Chi avesse necessità di acquistare un biglietto per una tratta che vada oltre i confini regionali e fosse impossibilitato durante la mattinata, non ha modo di usufruire del servizio.
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