Schianto a Morbegno, pioggia di ricordi e rabbia

Parole di commozione per la scomparsa di Paolo Bottà e Paola Curtoni. E c’è chi riflette su come evitare altre tragedie: «Limite a 30 chilometri orari nei centri abitati»

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Morbegno

«Li conoscevo da tanti anni. Sia lei che lui, spesso, venivano qui a fare la spesa. Io vivo qui da vent’anni e da pari tempo è aperta l’attività commerciale».

Jole è in servizio di domenica mattina a una delle casse del supermercato Sigma di via Forestale - proprio davanti al punto in cui nella giornata di sabato si è consumata la tragedia - e non riesce a trattenere le lacrime parlando di Paolo Bottà e della moglie Paola Curtoni, clienti da sempre.

«Dire che eravamo amici è forse una parola eccessiva - aggiunge la donna che chiede di non essere fotografata - ma in ottimi rapporti sì. Grazie anche all’amicizia esistente fra i nostri figli, il loro maggiore, Samuele, oggi di 24 anni, e il mio. Giocavano assieme a calcio nelle giovanili della Talamonese. E così ci siamo conosciuti tantissimi anni fa. Erano persone speciali, mi creda. Non si poteva non volere bene a Paolo e a Paola, una coppia splendida, tranquilla, gentile, educata, piacevole per conversare, magari mentre assistevamo insieme a una partita di calcio dei nostri ragazzi allo stadio talamonese».

Intanto ieri sono stati innumerevoli i messaggi postati sui social dai cittadini che hanno voluto commentare quanto avvenuto a Morbegno.

«In un incidente stradale in città hanno perso la vita due persone, marito e moglie - scrive Riccardo Peretti - che lasciano tre figli. Ancora non me lo levo dalla testa, li conoscevo». E Marinella Zugnoni aggiunge: «Non ci sono parole giuste quando la vita viene spezzata via così, all’improvviso, lasciando un vuoto immenso e inaccettabile. Ciao Paola, ciao Paolo: sarete sempre nel mio cuore».

«Sentite condoglianze alla famiglia - le rivolge Marco Fraccaro - sono notizie drammatiche che non si vorrebbero mai apprendere. Un abbraccio speciale ai loro tre figli». Adele Ballato rivolge «l’eterno riposo, dona a loro o Signore e splenda ad essi la tua luce perpetua. Riposino nella tua pace. Amen».

Valter Russo fa un’analisi della situazione: «Non v’è alcun dubbio che imporre limiti di velocità nei centri abitati è una necessità impellente, limiti severi, super controllati e super puniti. Se ci fosse stato il limite di 30 km orari anche in caso di guasto o di distrazione le conseguenze sarebbero state sicuramente meno cruente. I primi a dovere capire sono le autorità competenti».

Poi c’è l’intervento di Gabriele Tavelli che dice: «Non ci sono parole. Solo rabbia, per come troppa gente si mette sulla strada senza nessun rispetto. Troppi hanno la patente che non dovrebbero avere, purtroppo, e queste sono le conseguenze. Questo strazio, unito a quello del mio compaesano che avevo avuto il piacere di conoscere qualche settimana fa a una festa di compleanno, Alessandro Plozza, ammazzato a soli 18 anni a pochi metri da casa».

E Zeno Comincioli: «Li ho conosciuti entrambi, erano miei colleghi di lavoro in ospedale a Sondrio, sono rimasto sconvolto e non ho più parole». C’è anche Carlo Consonni: «Mamma mia che tragedia. Riposate in pace e vegliate sui vostri tre figli». Secondo Paola Negri quanto è successo «purtroppo si chiama destino». Commosso il pensiero pure di Carla Vicini: «Un forte abbraccio ai figli e condoglianze a tutta la famiglia. Che da lassù possano proteggere tutti voi». Sulla stessa linea Alduino Bordessa: «Che dispiacere soprattutto per i figli, io ne so qualcosa, so cosa significa mancare un punto di riferimento. Condoglianze». Concludiamo questa lunga carrellata di post con Maria: «Non li conoscevo, ma a pensare che una famiglia si sia distrutta così mi vengono i brividi»

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