Cronaca / Morbegno e bassa valle
Giovedì 21 Maggio 2026
Sondrio, sospesa una funzionaria del Tribunale per assenteismo
Una funzionaria in servizio al Palazzo di giustizia di Sondrio sarebbe stata sospesa dal Ministero della Giustizia per presunte irregolarità legate all’attività lavorativa. La vicenda, rimasta a lungo riservata, riguarda l’Ufficio del casellario giudiziario. La legale della dipendente: «Provvedimento ritenuto ingiusto, ci difenderemo nelle sedi opportune»
Lettura 1 min.Sondrio
Il Palazzo di giustizia di Sondrio è scosso (ma, in realtà, non più di tanto perché chi c’è continua a lavorare come tutti i giorni con impegno e professionalità) da un presunto caso di assenteismo ad alti livelli. Un funzionario di un ufficio - che dipende direttamente dalla Procura della Repubblica guidata da Piero Basilone - è stato sospeso da diversi mesi, ma la notizia è rimasta a lungo blindata, non è mai trapelata nei corridoi e nelle aule. Sino a quando quella che, inizialmente, era una semplice voce, ha trovato conferme, anche se ovviamente nessuno esce allo scoperto con nome e cognome per rendere dichiarazioni ufficiali, ma il fatto è vero.
La dottoressa Barbara Della Nave, classe 1968, originaria di Morbegno e residenza a Sondrio, non c’è più da diverso tempo. Una volta superato il concorso era stata assegnata al Tribunale di Varese e, sempre nella qualità di funzionario, poi trasferita in Valtellina, ossia applicata, come si dice in gergo. E, per la precisione, all’Ufficio casellario giudiziario.
«Si tratta di un ufficio delicato che si occupa del rilascio dei certificati penali e delle esecuzioni dei provvedimenti giurisdizionali ai sensi dell’articolo 655 e seguenti del Codice di procedura penale - spiega un legale veterano dell’Ordine degli avvocati di Sondrio -. Il Casellario, tra l’altro, istruisce la pratica. L’Ufficio esecuzioni penali svolge attività che vengono poi trascritte dallo stesso Casellario giudiziario situato al piano terra, dove ad operare era stata assegnata in veste di funzionario, quindi di più alta in grado e con un bello stipendio, la dottoressa Della Nave, andata ad affiancare la collega Silvana Garozzo ora rimasta sola a reggere l’ufficio».
La funzionaria sospesa - dal Ministero della Giustizia - non passava inosservata a chi varcava la porta girevole, ma i corridoi del Palazzo di giustizia mica sono una passerella della moda di Milano. Qui si deve lavorare, evitare che le pratiche subiscano bruschi stop o rallentamenti ingiustificati. Il procuratore, giustamente, dà l’esempio, ma è esigente con i sottoposti: è da sempre in prima linea nelle inchieste più importanti e nel cercare di ingaggiare “in prestito” collaboratori validi da altri enti pubblici per porre un rimedio alla drammatica carenza di personale amministrativo, da lui più volte denunciata con i vertici regionali e nazionali della giustizia, anche in occasione di visite in città, come riportato dalla stampa. Non si può, dunque, tollerare che un funzionario si assenti dal posto di lavoro - queste almeno le ipotesi al vaglio - non timbri le uscite, si fatichi a rintracciarlo alla sua postazione, non evada i compiti assegnati in tempi dignitosi. E, a quel punto, sono scattati i controlli, per avvalorare i sospetti sfociati nel pesante provvedimento.
«La mia assistita è molto turbata da quanto le è successo - si limita a dire l’avvocato Lorena Mentasti con studio professionale a Morbegno -. Lo ritiene profondamente ingiusto: sei mesi di sospensione, il provvedimento risale a dicembre. E, addirittura, con sospensione dallo stipendio. Ci difenderemo nelle sedi opportune, mentre per l’aspetto del lavoro le ho consigliato di rivolgersi a uno studio legale che tratta la materia del lavoro. E’ stata il capro espiatorio, lei non ha santi protettori».
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