Tecnici al lavoro, ma l’ascensore non va. Restano i disagi alla stazione di Morbegno

li operai arrivati lunedì da Padova non hanno risolto il guasto e il servizio è fermo L’impianto ormai è fuori uso dal periodo di Pasqua

Lettura 1 min.

Morbegno

Non c’è stato alcun passo avanti. Il nuovo e moderno ascensore installato alcuni anni fa alla stazione ferroviaria di Morbegno, per consentire di raggiungere in modo comodo, in particolare anziani e portatori di disabilità, il piano binari dove avviene la partenza e l’arrivo dei treni nella località della Valtellina, non funziona ancora.

Nella tarda mattinata di ieri siamo tornati a verificare che il guasto - che costringe l’impianto a uno stop forzato da Pasqua - fosse stato finalmente risolto dopo diversi mesi. Perché lunedì, quando ci siamo recati allo scalo ferroviario, abbiamo assistito all’arrivo di una squadra di operai e tecnici che, scesi lungo il sottopassaggio, hanno raggiunto l’impianto per mettervi mano. E anche lunedì pomeriggio, tornati per accertarci che, finalmente, fosse tutto a posto abbiamo visto i cinque lavoratori della ditta della provincia di Padova incaricata da Rfi (Rete ferroviaria italiana) ancora all’opera nel sottopasso. Insomma, l’intervento di riparazione non era stato completato.

I guasti e le interruzioni di servizio si susseguono, sono puntuali, a differenza dei treni, come del resto si ripetono le segnalazioni di pendolari e viaggiatori non solo agli addetti di Trenord (seppure la gestione degli impianti sia in capo a Rfi), ma anche in municipio a Morbegno, nella speranza di una soluzione, magari con qualche sollecitazione a chi di dovere da parte del sindaco Patrizio Del Nero.

Adesso l’impianto sta subendo un fermo ininterrotto da Pasqua, un vero incubo per numerosi viaggiatori con ingombranti valigie pesanti al seguito.

“Quasi ogni settimana arriva una squadra di operai e tecnici - spiega un addetto allo scalo valtellinese - ma, sebbene si fermino a lungo, non risolvono mai nulla. Tutto resta come prima. E le lamentele, per il disservizio, arrivano, senza sosta, ai controllori al lavoro tutti i giorni sui convogli e agli impiegati alla biglietteria”.

Per raggiungere le rotaie senza dovere fare le scale c’è, al momento, una sola alternativa. Si imbocca il sottopassaggio, una volta percorso per intero si approda nell’area parcheggio e da lì ci si infila da un’apertura che porta alle banchine, ma quelle del binario due. Un percorso decisamente più lungo e tutt’altro che comodo.

«Ogni sette giorni dobbiamo recarci a Milano in treno e intrattenerci ogni volta per almeno un paio di giorni per le cure delicate alle quali deve sottoporsi mio marito in una clinica privata - spiegava ieri Clara De Gianni, 68 anni, di Mantello - ed è inevitabile che un poco di bagaglio ce lo portiamo sempre appresso. Basti pensare ai cambi giornalieri per il soggiorno in albergo e gli ingressi nella struttura sanitaria. Non abbiamo mai trovato l’ascensore funzionante. Anche oggi, mentre aspettiamo, gli annunci con l’altoparlante alla stazione informano i viaggiatori che è fuori uso».

E sull’ascensore sempre bloccato di una delle “stazioni olimpiche” della Valtellina c’è un display illuminato che avvisa che è guasto.

© RIPRODUZIONE RISERVATA