Tragedia della zip line, chiuse le indagini: chiesto il processo per sette indagati

Ghizlane Moutahir, 41 anni, è morta dopo essere precipitata per circa 30 metri durante il volo tra Albaredo e Bema. Contestata a tutti la cooperazione nell’omicidio colposo. Nel mirino imbragature, formazione del personale e sicurezza dell’impianto.

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Bema

L’inchiesta sulla tragedia della zip line che collegava Albaredo per San Marco a Bema si è chiusa. E per la tragica fine di Ghizlane Moutahir, 41 anni, all’epoca dei fatti residente in provincia di Pavia, ora la Procura di Sondrio chiede il rinvio a giudizio di 7 indagati, tutti per “cooperazione nell’omicidio colposo” della turista precipitata sulle rocce dopo una caduta nel vuoto di circa 30 metri sotto gli occhi impotenti dei nipoti che attendevano la zia alla stazione d’arrivo.

Si è appreso che lo scorso 3 luglio tutte le parti interessate hanno ricevuto il cosiddetto 415 bis, l’avviso di conclusione delle indagini, atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio.

Sotto la lente dei titolari del fascicolo giudiziario, il procuratore Piero Basilone e il sostituto Daniele Carli Ballola, la presunta inadeguatezza dell’imbragatura assegnata ai clienti alla ricerca di emozioni adrenaliniche nel cuore del parco delle Orobie valtellinesi, l’accertata - sempre a parere dei pm - mancata formazione del personale, le asserite gravi carenze dell’impianto, gli errori che sarebbero stati commessi durante la vestizione prima del volo con l’aerofune. Tra gli indagati per cui ora i magistrati chiedono il processo c’è Matteo Sanguineti, classe 1979, di Savona, titolare dell’attività attrattiva turistica.

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