Cronaca / Morbegno e bassa valle
Domenica 11 Ottobre 2026
Valmalenco, festa per l’ingresso di don Nicola Schivalocchi: sarà parroco di sei comunità
Grande partecipazione a Chiesa in Valmalenco per l’ingresso ufficiale di don Nicola Schivalocchi, 38 anni, originario di Premadio di Valdidentro e già vicario a Morbegno. Sarà alla guida di sei parrocchie della valle
Lettura 2 min.Chiesa in Valmalenco
Una festa di popolo con i fedeli accorsi da ogni angolo della Valmalenco. Perché lui, don Nicola Schivalocchi, 38 anni, di Premadio di Valdidentro, ordinato sacerdote il 14 giugno del 2014, già vicario a Tirano e poi, negli ultimi sei anni, in San Giovanni Battista a Morbegno, è diventato il parroco di tutta la comunità pastorale della Valmalenco.
Quindi di sei parrocchie, quella della Beata Vergine delle Grazie di Primolo, quella dei Santi Giacomo e Filippo di Chiesa, di San Giovanni Battista a Lanzada, di San Rocco a Caspoggio, di Santa Maria Nascente a Torre di Santa Maria e di San Gottardo, a Spriana. E significativo anche il fatto che nonostante il suo ingresso sia avvenuto, sabato pomeriggio, a Chiesa in Valmalenco con fulcro il suo grande Santuario della Madonna degli Alpini, capiente al punto tale da poter contenere quasi tutti i convenuti, la sua prima messa domenicale l’ha celebrata questa mattina nella piccolissima Spriana, non più di 84 anime, alle 9 del mattino, per poi salire a Caspoggio, per la celebrazione delle 11. Poi, domenica prossima, 18 ottobre, sarà a Lanzada alle 10 e a Primolo alle 17, quindi, sabato 24 ottobre, chiuderà il giro con Torre di Santa Maria alle 16.45.
«Si dice che il primo anno di un parroco serve soprattutto per prendere le misure, conoscere e farsi conoscere, poi inizia l’attività vera e propria - ha detto durante la celebrazione -, ma penso che io un po’ i tempi li accorcerò considerato che sono qui a tempo determinato, per 10 anni». Questo è il termine indicato nel decreto di nomina praticamente di tutti i parroci e che è stato pubblicamente letto in chiesa davanti alla fiumana di fedeli accorsi da tutti i paesi della Valmalenco.
In rappresentanza dei cittadini erano presenti tutti i sindaci, Renata Petrella, per Chiesa, Marco Negrini, per Lanzada, Raffaele Dorigatti, in vece del sindaco per Caspoggio, Giovanni Gianotti, per Torre di Santa Maria, e Ivo Del Maffeo per Spriana. Bello anche vedere la Valmalenco unita, con tutti i suoi sindaci, ai piedi dell’altare in ragione di una sorta di unione di valle anticipata, dal punto di vista religioso, dall’esigenza di riunire tutte le parrocchie sotto una sola regia. Ciò che è avvenuto alcuni anni fa con don Renato Corona e che ora si perpetua con don Nicola Schivalocchi.
Nei primi banchi i suoi famigliari, mamma Emanuela Lazzeri e papà Walter, la nonna, i suoi stretti congiunti, suor Jessica Schivalocchi, seconda cugina dal neo parroco e da poco suora perpetua, gli amici ed ex parrocchiani giunti da Tirano e da Morbegno, i confratelli di Morbegno, e, fra i tanni, i bambini delle scuole dell’infanzia paritarie di Caspoggio, Lanzada e Torre, che l’Associazione scuole paritarie della Valmalenco gestisce insieme al nido di Torre di Santa Maria e che toccherà a don Nicola amministrare in virtù della nomina che avverrà nella prossima assemblea.
Bello anche il passaggio in centro, in corteo, dai Santi Giacomo e Filippo fino al Santuario, con l’accompagnamento musicale della Banda della Valmalenco, la vestizione sul sagrato, la consegna delle chiavi delle chiese, quindi l’avvio della celebrazione officiata da don Andrea Salandi, vicario territoriale per la provincia di Sondrio e l’alto lago, affiancato da don Christian Bricola, vicario foraneo del vicariato di Sondrio, dai collaboratori per la Valmalenco, don Simone Trabucchi e don Alfonso Rossi, e da uno stuolo di altri sacerdoti fra cui don Mauro Donatini, parroco di Premadio, don Tullio Schivalocchi, secondo cubino di don Nicola e parroco di Bianzone, e don Giuseppe Longhini, di Chiesa, parroco di Morbegno con don Nicola vicario.
«Ora sono parroco del mio parroco» ha scherzato il “don” durante la Messa. Ha promesso attenzione a tutti, don Nicola, ma ha anche chiesto vicinanza, supporto «sotto molteplici aspetti, perché ciascuno può dare in ambiti diversi, tenuto conto delle proprie competenze e aspirazioni. Si possono creare tanti spazi, ci penseremo».
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