Cronaca / Sondrio e cintura
Lunedì 19 Ottobre 2026
Addio a Francesco Guicciardi: una vita tra diritto, cultura e impegno sociale
Morto a 91 anni a Roma, è stato presidente del Credito Valtellinese e della Fondazione Creval, oltre che giurista e storico. Ha mantenuto un legame profondo con Tresivio, dove ha voluto essere salutato per l’ultima volta e dove riposerà nella tomba di famiglia.
Lettura 2 min.Tresivio
È mancato a Roma giovedì, dove viveva con la sua famiglia, la moglie Silvana, i due figli e i nipoti, ma alle due di domenica notte il feretro era nella sua amata Tresivio, perché lì ha voluto che fosse celebrato l’ultimo saluto, prima della tumulazione nella tomba di famiglia nel cimitero nuovo.
È stato lui, Francesco Guicciardi, 91 anni, il primo ad essere sepolto nella cappella nuova, perché tutti i consanguinei che lo hanno preceduto sono tumulati in quella storica, nel cimitero vecchio. L’essenziale, per l’avvocato Guicciardi, tuttavia, era poter riposare nel paese in cui ha trascorso anni spensierati, da bambino, scolaro delle elementari, per tornarvi successivamente, nel palazzo di famiglia e nella casa nuova costruita nelle adiacenze, e passarvi tutte le estati fino a quando la salute glielo ha permesso.
«Una persona benvoluta, stimata, mite e umile – assicura don Augusto Bormolini, che ha celebrato oggi pomeriggio i funerali in Santi Pietro e Paolo -. Tante persone non hanno saputo della sua morte, perché non sono stati affissi gli annunci funebri in zona, ma se lo avessero saputo la partecipazione alle esequie sarebbe stata ancora maggiore. Tutti qui ne hanno un bel ricordo, basti dire che una volta all’anno organizzava un pranzo nella casa nuova per tutti i collaboratori, coloro che lo aiutavano custodendo casa e terreni a Tresivio».
Francesco Guicciardi, giurista, storico della Valtellina, avvocato generale onorario dello Stato, capo ufficio legislativo dei Ministeri della Sanità, dei Lavori pubblici e dell’Istruzione in diverse legislature, già membro del Consiglio superiore della sanità, del Comitato esecutivo del Registro aeronautico italiano e del Consiglio superiore delle forze armate, settore aeronautico, aveva esercitato un ruolo di primo piano anche in Valtellina.
In particolare, è stato presidente del Credito Valtellinese dal 1992 al 2003 e presidente della Fondazione Credito Valtellinese dal 1998 al 2010 e in questa veste si è attivato al massimo in ambito sociale e culturale.
Nel 2002, ad esempio, su iniziativa dell’Ufficio scolastico provinciale e per conto della Fondazione Creval aveva organizzato un corso di aggiornamento per insegnanti sulla storia della Valtellina, di cui era appassionato, conclusosi con la pubblicazione di un fascicolo dal titolo “La Valtellina, crocevia dell’Europa” e dieci anni dopo, nel 2012, ha curato la collana storica della Fondazione Gruppo Credito Valtellinese in più volumi di cui uno, dal titolo “L’identità valtellinese attraverso la sua storia”, di grande interesse per capire chi siamo e da dove veniamo, scritto di suo pugno. Era stato anche presidente dell’associazione culturale “Valtellina nel futuro”.
Costante anche la collaborazione con la Società storica valtellinese di cui erano presenti, ieri, ai funerali, la presidente, Augusta Corbellini, e al consigliera Francesca Bormetti.
«Francesco Guicciardi era una persona di un’eleganza, di una finezza d’animo, di una cordialità uniche – dice Corbellini -. Grande la sua disponibilità nei confronti della Società storica alla quale era iscritto ed aveva pure iscritto i figli, Ugo e Silvia. Ha fatto parte anche del nostro consiglio direttivo ed ha scritto numerosi saggi per i nostri bollettini storici. Grande la sua attenzione verso i giovani e la necessità di incoraggiarli ad approfondire la storia locale, tant’è che, da presidente della Fondazione Creval ci aveva invitati a pubblicare la tesi di laurea di una studentessa del posto sul Collegio dei Gesuiti a Ponte, cosa che avevamo fatto trattandosi di uno studio pregevole».
Attento, al pari della moglie Silvana Sommariva, psicologa, ai temi sociali, sempre come Fondazione Creval aveva supportato anche dei corsi destinati agli operatori del Centro di ascolto Caritas di Sondrio «sulla relazione d’aiuto – ricorda don Augusto Bormolini -, utili alla formazione dei nostri operatori, per capire come rapportarsi con le persone bisognose. Ci aveva messo a disposizione insigni professori della Pontificia università salesiana di Roma».
Fra le altre cosa, Guicciardi, era anche tenente degli Alpini, tant’è che ieri, al funerale, svettavano le Penne nere di Tresivio.
Pur se nato a Genova dove il padre Carlo Alberto si era recato per lavoro come consigliere delle Corte d’Appello, Francesco era tornato a Tresivio per le elementari, in tempo di guerra, quindi aveva fatto le medie a Sondrio e il liceo classico e l’università a Genova.
Numerose le onorificenze ricevute. Era Gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, cavaliere di gran croce di giustizia del Sacro ordine militare costantiniano di San Giorgio e, nel 2012 è stato riconosciuto personaggio valtellinese dell’anno anche dalla Famiglia valtellinese di Roma.
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