Addio a Roberto Faldrini, storico protagonista del basket sondriese

Nella Collegiata di Sondrio l’ultimo saluto a Roberto Faldrini, scomparso a 87 anni. Per oltre vent’anni è stato uno dei volti simbolo del basket cittadino, contribuendo alla crescita della pallacanestro valtellinese dagli anni Cinquanta fino alla conquista della prima storica promozione in serie D

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Sondrio

Nella Collegiata di Sondrio è stato dato l’ultimo saluto a Roberto Faldrini, classe 1938, giocatore che ha contrassegnato una lunga stagione della pallacanestro sondriese. Entrato giovanissimo nei ranghi della Libertas Astra, attorno al 1953, nel giro di alcune stagioni diventò uno dei leader della squadra, perché all’attenta difesa abbinava una buona vena realizzativa.

Carriera cestistica piuttosto lunga la sua, di due decenni circa. A Sondrio fece in tempo a giocare su parecchi campi: da quello all’aperto nell’attuale sede staccata dell’Amministrazione Provinciale, non più esistente, alla vecchissima palestrina della Gil, al momento oggetto di ristrutturazione. E, ancora, dal campetto di Via Battisti al Pala Merizzi, appena demolito per lasciare il posto a una palestra per la ginnastica. Molti lo ricorderanno per essere stato, a lungo, protagonista del Palio cestistico cittadino, per i colori della “Vecchia”.

Quella degli anni cinquanta e sessanta, a Sondrio, era una pallacanestro “eroica” e anche sui campi milanesi erano più frequenti gli incontri all’aperto, tra freddo invernale pungente e, talvolta, anche pioggia. In quegli anni Sondrio era davvero molto isolata dal contesto lombardo e la squadra, in pratica, si autogestiva. Un primo segnale di competitività del gruppo si ebbe nell’annata 58-59, anche grazie al collegiale tenuto dall’allenatore nazionale Giancarlo Primo, quando, con il secondo posto nella stagione regolare, sfiorò l’accesso alle finali per la serie C (la D non era ancora stata istituita). Per le trasferte si usavano, soprattutto, treno e pullman, raro l’impiego di auto personali. Questo cementò le amicizie, tanto che, 50 anni dopo, i protagonisti di allora si ritrovarono a pranzo, per ricordare quei momenti di impegno e spensieratezza.

Roberto Faldrini, con il suo carattere aperto e gioviale, è stato per anni un leader della squadra. Con l’arrivo del Basket Club Sondrio e dell’A3S Euroresine, anni sessanta e settanta, la situazione migliorò, anche perché diversi valtellinesi frequentarono i corsi allenatori e il numero dei praticanti, anche grazie all’istituzione del mini basket, salì. Così nella stagione 71-72 nel campionato di Promozione il secondo posto valse la prima conquista della serie D di una squadra valtellinese, campionato che, allora, era di carattere interregionale, con trasferte anche in Piemonte e Trentino. Faldrini, che stava per terminare la carriera, si era un po’ appesantito, ma mise tutta la sua notevole esperienza di costruttore di gioco e, soprattutto, di difensore, al servizio della squadra che, in questo primo assaggio nella serie superiore, ottenne un’ottima quinta posizione.

Allora una generazione di cestisti se ne andava, un’altra subentrava. Sono stati proprio giocatori come Faldrini, e altri, non possiamo dimenticare Giovanni Giana, ad assicurare la continuità della pallacanestro, ormai più conosciuta sotto il nome di basket, in provincia di Sondrio.

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