Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 17 Aprile 2026
Aggressione con la mannaia, il 30enne accusato era «un bonaccione simpatico»
Parlano i titolari dell’hotel che lo ha ospitato per mesi come richiedente asilo: «Da noi mai un problema»
Sondrio
Il trentenne di colore arrestato dai carabinieri con la pesante accusa di tentato omicidio nel primo pomeriggio di venerdì scorso, in via Maffei, nel popoloso quartiere della Piastra a Sondrio, è emerso che è da oltre otto anni che si trova in Valtellina.
Nella mattinata di mercoledì il giudice delle indagini preliminari del Tribunale del capoluogo valtellinese, Antonio De Rosa, ha convalidato il fermo disponendo che Ohyehye Okwudiogor - queste le generalità del nordafricano - resti in carcere, come richiesto dal pubblico ministero Daniele Carli Ballola, titolare del fascicolo d’indagine. Nel corso di una violenta lite, avvenuta nelle immediate vicinanze di un bar, aveva colpito alla gola con una mannaia un conoscente di un anno più giovane, ferito in modo fortunatamente non grave. Negli ultimi giorni l’avvocato del nigeriano, Eros Cornaggia, ha cercato di risalire al percorso che ha effettuato il suo assistito, per il quale durante l’udienza di convalida di mercoledì aveva cercato di ottenere una misura restrittiva meno afflittiva della detenzione dietro le sbarre. Il suo cliente, pur in presenza dell’interprete per la lingua inglese, si era rifiutato di rispondere alle domande del gip.
«Il legale - spiega l’albergatore Giulio Salvi, titolare dell’Hotel Rezia Valtellina di Cosio Valtellino - si è rivolto a noi per chiederci se lo conoscevamo, se lo avessimo mai ospitato. Gli abbiamo risposto di sì. Il giovane nigeriano era stato nell’allora hotel Bellevue, da noi gestito, quando la Prefettura di Sondrio per l’emergenza profughi ci chiese la disponibilità ad accogliere gruppi numericamente consistenti di richiedenti asilo la cui posizione sarebbe poi stata vagliata dagli organi competenti. E’ stato, pertanto, nella struttura alberghiera per un periodo continuativo di circa sei mesi, fra marzo e settembre del 2017. E non ha mai dato motivo di preoccupazione, si comportava sempre bene, a differenza di altri migranti accolti che, talvolta, hanno creato problemi». Poi l’albergatore Salvi sottolinea come avesse «sempre il sorriso, era un bonaccione, non sembrava di certo una persona cattiva. Ci ha molto sorpreso, infatti, apprendere dal giornale che era stato arrestato addirittura con l’accusa di tentato omicidio. L’avvocato ci ha escluso, in maniera categorica, che il litigio fosse stato innescato da motivi legati agli stupefacenti».
Di recente Okwudiogor era stato a fare visita alla famiglia Salvi con la quale ha sempre mantenuto ottimi rapporti. «Quando lasciò il nostro hotel - ricorda ancora l’imprenditore della Bassa Valle - fu aggregato a un gruppo destinato al Centro di accoglienza di don Fortunato Abruzzese a Sondrio. E circa un mese fa è ritornato a trovarci per chiedermi alcuni consigli. Se non ricordo male mi raccontò che aveva problemi ad eleggere domicilio a Sondrio, in quanto aveva smarrito un suo documento d’identità e il codice fiscale e dimorava nel capoluogo in una baracca vicino al ponte sull’Adda della tangenziale, in quanto un connazionale al quale aveva dato dei soldi con la promessa di ospitarlo, aveva intascato il denaro e non aveva mantenuto l’impegno preso. Chissà se è lo stesso che ha poi aggredito con la mannaia».
© RIPRODUZIONE RISERVATA