Albosaggia, la pecora uccisa: Non è stato un orso, ma un cane libero

Una pecora era stata trovata uccisa a febbraio ad Albosaggia, si era pensato ad un orso. Ma ora è stato accertato: fu un cane a dilaniarla.

Albosaggia

Considerato lo stato in cui era stata rinvenuta la pecora, si era pensato all’azione di un grande carnivoro e in particolare il pensiero era andato all’orso, ipotizzando un risveglio anticipato dal letargo.

Ma, alla prova dei fatti, l’orso è stato scagionato. Non è lui l’autore della predazione su una pecora rinvenuta agli inizi di febbraio ad Albosaggia, in zona Moia, dilaniata. Un cane lasciato libero si è avventato istintivamente sull’animale ritrovato morto nei pressi di un sentiero.

E come spesso accade, a differenza del lupo che di norma spolpa completamente l’animale predato lasciando indietro semmai le ossa e lo stomaco, il cane bracca e si avventa sull’animale senza quella capacità di finirlo sul colpo che appartiene al grande predatore.

Ne fa una strage non finalizzata, poi, di norma, al consumo. In ogni caso, la Polizia provinciale di Sondrio, intervenuta in seguito al ritrovamento della pecora predata, aveva subito effettuato le verifiche necessarie.

E inizialmente era venuto agli agenti il sospetto che potesse essersi trattato di un orso, non di un lupo, assolutamente, anche se sembrava troppo presto perché il plantigrado potesse già trovarsi in azione a quote così basse.

Anche le analisi dell’Istituto zooprofilattico di Sondrio, invero, avevano dapprima ricondotto la predazione all’orso; al Servizio faunistico della Provincia di Sondrio, avevano preferito andare con i piedi di piombo e approfondire.

«È già capitato anche in passato di rinvenire animali predati in modo molto impattante – dice Maria Ferloni, tecnico faunistico della provincia di Sondrio – e di ricondurre il tutto inizialmente a grandi predatori, quando invece si era trattato dell’operato di cani lasciati liberi. E così è stato anche questa volta. Abbiamo fatto bene a richiedere il tampone genetico con linea veloce in modo da risalire all’autore del fatto. E trattasi di cane».

Di qui l’importanza di custodire i propri cani perché, se lasciati liberi di circolare sul territorio, tanto più neppure osservati a vista, possono compiere anche gravi danni ai danni della fauna sia d’allevamento sia selvatica.

«Ad Albosaggia esiste un regolamento per la custodia dei cani e interveniamo ogni qual volta abbiamo una segnalazione di cane libero – dice il sindaco, Graziano Murada –, che fortunatamente non è frequente».

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