Autotrasporti, crescono le donne al volante nel Sondriese

Le donne che scelgono di mettersi alla guida di camion e autobus sono sempre di più. Guardando gli ultimi esami di idoneità professionale per il trasporto merci e persone organizzati dalla Provincia di Sondrio, il dato balza subito all’occhio: dei cinque candidati risultati idonei, quattro sono donne

Sondrio

Un settore storicamente maschile che cambia volto anche in provincia di Sondrio. Le donne che scelgono di mettersi alla guida di camion e autobus sono sempre di più. Entrano nel mondo dell’autotrasporto non soltanto come collaboratrici nelle aziende di famiglia, ma anche come professioniste intenzionate a costruire un percorso lavorativo stabile in un comparto che continua a soffrire una cronica carenza di autisti.

Dati precisi per il territorio valtellinese non ce ne sono, ma guardando gli ultimi esami di idoneità professionale per il trasporto merci e persone organizzati dalla Provincia di Sondrio, il dato balza subito all’occhio: dei cinque candidati risultati idonei, quattro sono donne. Una di loro ha ottenuto la doppia abilitazione, sia per il trasporto persone sia per quello merci. Un dato che fotografa un cambiamento sempre più evidente anche sul territorio valtellinese.

L’Italia, del resto, è il Paese europeo con la maggiore presenza femminile alla guida di mezzi pesanti. Le donne rappresentano il 6,2% del totale degli autisti, quasi il doppio rispetto alla media europea del 3,2%. In numeri assoluti si parla di circa 14mila lavoratrici impegnate nel trasporto merci. Una crescita che trova terreno fertile soprattutto nel Nord Italia, dove molte imprese del settore sono realtà familiari e dove il ricambio generazionale è diventato una priorità.

«Ci sono molte donne che si stanno avvicinando a questo lavoro in prima linea e aiutando le imprese di famiglia – conferma Fausto Acquistapace, responsabile del settore Trasporti di Confartigianato Sondrio -. Numeri in aumento. I mezzi più tecnologici e sicuri hanno favorito l’entrata anche delle donne e la possibilità di scegliere se lavorare parte della giornata o intera o addirittura se fare o meno viaggi lunghi, attrae. Noi speriamo che giovani e donne continuino ad entrare in questo mondo».

A favorire l’ingresso femminile nel comparto contribuisce dunque l’evoluzione dei mezzi pesanti. Camion e autobus di ultima generazione sono oggi più sicuri, automatizzati e confortevoli rispetto al passato. Un cambiamento che ha ridotto notevolmente la componente fisica del lavoro e ampliato la platea di chi può avvicinarsi alla professione.

Non si tratta soltanto di guidare. Molte donne iniziano come autiste e successivamente assumono ruoli organizzativi o gestionali all’interno delle aziende di autotrasporto. Un’evoluzione che contribuisce a rompere stereotipi ancora radicati e che sta modificando gradualmente la percezione di un mestiere considerato per decenni esclusivamente maschile.

«Questo successo è anche frutto del lavoro svolto dalle associazioni di categoria, che negli anni hanno contribuito a regolamentare il settore, mettendo sempre al centro non solo il lavoro ma anche l’attenzione alla persona e alla famiglia. Confartigianato è davvero contenta di questi numeri» aggiunge Acquistapace.

Proprio per favorire nuovi ingressi nel settore, negli anni scorsi Confartigianato Sondrio aveva promosso insieme a Synergie Italia anche l’“Academy professione autista Valtellina”, un progetto nato per aiutare chi desiderava ottenere le patenti professionali, spesso molto costose. I corsi prevedevano due percorsi distinti: uno per il trasporto merci, l’altro per il trasporto persone.

L’obiettivo era duplice: offrire nuove opportunità occupazionali e rispondere alle esigenze delle imprese dell’autotrasporto e della logistica, da tempo alle prese con la difficoltà nel reperire conducenti qualificati. La crescente presenza femminile potrebbe dare maggiore fiducia al settore.

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