Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 06 Maggio 2026
Bullismo in classe al De Simoni di Sondrio: genitori denunciano «situazione fuori controllo»
A contattare la nostra redazione sono diverse famiglie, preoccupate e arrabbiate per un clima che descrivono come ormai fuori controllo, segnato da episodi di bullismo, minacce e violenze che avrebbero reso alcuni studenti «ostaggio» di pochi compagni
Sondrio
Una situazione definita «inaccettabile» da numerosi genitori sta scuotendo una classe prima dell’Istituto tecnico De Simoni di Sondrio. A contattare la nostra redazione sono diverse famiglie, preoccupate e arrabbiate per un clima che descrivono come ormai fuori controllo, segnato da episodi di bullismo, minacce e violenze che avrebbero reso alcuni studenti «ostaggio» di pochi compagni.
All’inizio dell’anno scolastico sono state formate due classi prime particolarmente numerose, con 28 alunni ciascuna. È in una di queste che si sarebbero verificati i fatti più gravi. Secondo quanto riferito, almeno uno studente ha subito episodi di bullismo, mentre per quanto riguarda una seconda segnalazione – relativa a una ragazza – non è ancora passata al vaglio degli organismi competenti.
Dopo la prima denuncia, la scuola ha convocato rapidamente un Consiglio di istituto il 21 aprile, che ha disposto sospensioni di 5, 10 e 15 giorni nei confronti di tre studenti. Tuttavia, non si trattava dei primi provvedimenti disciplinari: già il 13 aprile, con un consiglio di classe straordinario, erano state inflitte sospensioni per numerose note e per un presunto furto di carta di credito ai danni di una compagna.
Il clima, già teso, sarebbe precipitato ulteriormente il giorno successivo al Consiglio di istituto. Durante un’ora di supplenza, uno degli alunni sospesi avrebbe costruito un oggetto pericoloso montando una lametta su una penna, utilizzato – secondo quanto denunciato – per intimidire le presunte vittime. L’episodio avrebbe generato paura tra gli studenti e allarme tra i genitori, tanto che una madre ha contattato le forze dell’ordine.
La Polizia si è recata a scuola effettuando alcune perquisizioni che però non hanno portato al ritrovamento dell’oggetto, la cui esistenza è comunque documentata da una fotografia. Tra gli episodi segnalati, anche un vero e proprio atto di violenza: lo stesso ragazzo ha infatti preso per il collo un compagno durante l’intervallo. A distanza di settimane, la situazione non si è risolta. Uno degli studenti sospesi, destinatario del provvedimento più lungo, è rientrato in classe dopo un periodo di assenza.
Un ritorno legittimo, ma che solleva interrogativi tra le famiglie: «È passato quasi un mese dal Consiglio di classe del 13 aprile – spiegano – e le sospensioni non risultano ancora applicate. Non si capisce il motivo di questo ritardo». I genitori denunciano inoltre un peggioramento del clima: «Le note disciplinari sono aumentate ed è arrivata una seconda segnalazione di bullismo, ma la scuola sembra non intervenire. Non risulta convocato alcun nuovo consiglio straordinario».
Da qui la crescente preoccupazione: «I ragazzi hanno paura, fanno fatica ad andare a scuola e si sentono poco tutelati». La tensione è tale che alcuni studenti stanno valutando di cambiare istituto il prossimo anno: «Sono una decina quelli intenzionati a trasferirsi. Ci viene detto che si tratta di allarmismi, che il ragazzo non è pericoloso, ma gli episodi raccontano altro. Gli insegnanti sembrano non vedere e manca comunicazione. Questo immobilismo non è accettabile ed è grave anche dal punto di vista educativo, si insegna ai ragazzi che possono fare quello che vogliono e rimanere impuniti». Il dirigente scolastico, Gianmaria Toffi, da noi contattato, non ha voluto commentare.
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