Bus in volo nei cieli di Lanzada per salvare la stagione turistica

Un elicottero nei cieli di Lanzada per effettuare il trasporto dei quattro bus che serviranno a garantire il collegamento fra la Bagnada, Franscia e Campo Moro quest’estate.

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Lanzada

I preparativi non sono stati da poco, anche perché persino il team del Super Puma di Heli Austria, società elicotterica austriaca con sede a St. Johann im Pongau, allenato al trasporto di carichi pesanti con il proprio elicottero del peso di 4600 chili vuoto e capace di trasportarne fino a 4500, che si riducono a 3500 a quota 2000, ha avuto il suo bel daffare.

Prima, con l’aiuto dei tecnici di Elitellina, sono stati «imbragati» tutti e quattro i bus navetta che assicureranno il collegamento fra la zona franata della galleria artificiale-miniera Bagnada e quella di Franscia e Campo Moro da domani al 13 settembre prossimo, poi è stato imbragato il «Ragno» della Nani Costruzioni trasportato nella zona franata l’11 novembre dello scorso anno, quindi è stata preparata la strumentazione che ha permesso al Super Puma di agganciare in modo corretto e sicuro i mezzi, sollevarli e portarli a destinazione.

Il primo volo era stimato per le 10.30, ma tutte queste certosine operazioni hanno richiesto più tempo e si è partiti alle 12. Uno spettacolo emozionante per tutti, anche per gli stessi piloti e tecnici che l’hanno effettuato.

Entusiasta anche il primo pilota, Davide Moser, 33 anni, austriaco, che ha condotto in modo magistrale il super elicottero.

«Questa è la mia passione – ci ha assicurato –, mi piace volare ed effettuare queste missioni speciali, anche perché non ci abbiamo a che fare tutti i giorni con trasporti di questo tipo, di bus e di escavatori. Per noi è comunque una missione molto speciale, un bel lavoro davvero».

D’obbligo chiedergli se è, però, anche pericoloso al punto da preoccuparlo.

«No – ha detto –, noi ci teniamo sempre un margine di sicurezza per cui solitamente non sono missioni pericolose».

Certo, già vedere il Super Puma decollare in verticale dai prati di Ganda ha fatto a tutti una certa impressione, vederlo poi agganciare e sollevare furgoni e «Ragno» ancora di più. Eppure tutto si è svolto senza intoppi, in modo organizzato e magistrale, tantché nel giro di poco le operazioni sono state ultimate.

I quattro pulmini portati a Franscia, il Ragno sul corpo frana, e riportati a valle anche una jeep di Enel Green Power, un macchinario della Fitzcarraldo di Valmadrera (Lecco), la prima ditta che ha operato sulla nicchia di frana, ed un altro macchinario di una ditta di cavatori locali che era rimasto in quota.

Un’operazione da 30mila euro per la quale si è attivato il Comune di Lanzada in tandem con Regione Lombardia, Provincia di Sondrio, Bim, Consorzio turistico Sondrio e Valmalenco ed Enel Green Power concessionaria dei bacini di Alpe Gera e Campo Moro.

Complessivamente, però, il costo del servizio di bus navetta è di 200mila euro comprensivo dell’acquisto di due Ford Transit da parte del Comune e del noleggio di altri due bus da Gianolini e della contrattualizzazione di 15 autisti resisi disponibili ad effettuare i viaggi.

«Un’idea, quella di effettuare il trasporto estivo, anche un po’ folle – ammette Marco Negrini, sindaco del posto –, ma che abbiamo condiviso con rifugisti e attività dell’alta quota ed abbiamo voluto portare avanti con convinzione anche grazie al supporto economico degli enti. Per noi questi mesi, dall’11 novembre scorso in avanti, sono stati impegnativi al massimo, da 0 a 10, dico 12, e abbiamo ancora molto da fare. Sul corpo frana il disgaggio è finito, abbiamo trovato la roccia, però ora bisogna ripulire tutto e iniziare a lavorare sul tracciato con la posa inizialmente di un ponte militare. Potrebbe essere pronto per fine settembre inizio ottobre in modo da permettere ai cavatori di passare con i loro mezzi. Poi, entro il 2027, il ripristino del tracciato».

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