Cronaca / Sondrio e cintura
Domenica 04 Ottobre 2026
Caiolo riabbraccia l’ex latteria: da simbolo della tradizione a nuovo polo comunitario
Inaugurato il centro civico nato dal recupero dello storico edificio con un investimento di oltre 900mila euro. Spazi per cultura, incontri e vita pubblica nel segno della memoria e della rigenerazione del paese
Lettura 2 min.Caiolo
Prima il latte, il lavoro, le mani degli agricoltori. Ora la cultura, gli incontri, le assemblee e le iniziative per tutta la comunità. L’ex latteria di Caiolo cambia volto, ma non perde il legame con la storia del paese. Dopo un intervento di recupero e di rigenerazione conservativa da oltre 900mila euro, sabato l’edificio è stato ufficialmente restituito alla comunità con il taglio del nastro. Un investimento importante, reso possibile dal contributo di Regione Lombardia, Provincia, Fondazione Pro Valtellina, Fondazione Cariplo e Comunità montana di Sondrio. Un intervento che ha trasformato un edificio legato alla tradizione contadina in un nuovo spazio pubblico. Ad inaugurare la struttura il sindaco Pietro Bianchini, insieme all’assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori, al presidente della Provincia Davide Menegola, al presidente di Fondazione Pro Valtellina Marco Dell’Acqua e al vicepresidente della Comunità montana Nello Oberti. Prima della cerimonia, la benedizione del parroco don Renato Longhi.
Il sindaco ha ringraziato tutti gli enti che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera, «un progetto ambizioso che ha permesso di recuperare un pezzo importante della storia di Caiolo e di restituirgli una nuova funzione». Sertori ha richiamato il valore dei piccoli Comuni e delle risorse destinate ai territori montani: «Tanti piccoli Comuni che hanno un valore, una municipalità e un senso di comunità che è fondamentale. Sostenere un territorio come quello della Provincia di Sondrio che è interamente montano, e di per sé con dei costi dei servizi che sono maggiori rispetto ad altre realtà di pianura, non è cosa semplice, però devo dire che il lavoro che tutti insieme stiamo facendo sta dando dei risultati importanti. E per fare tutto ciò bisogna lasciare le risorse che vengono generate ai territori stessi». Esplicito riferimento ai canoni idroelettrici: «Quest’anno porteranno in provincia più di 100 milioni di euro», ha ricordato Sertori. Queste risorse confluiscono anche nell’Aqst, l’Accordo quadro di sviluppo territoriale, e vengono utilizzate per finanziare interventi sul territorio, tra cui anche il recupero dell’ex latteria di Caiolo.
Soddisfazione pure nelle parole di Menegola; «Siamo qui ad inaugurare un’opera che ha potuto anche essere realizzata grazie ai fondi Aqst. Un’opera che ha un profondo valore identitario per la comunità di Caiolo. Restituire quella che una volta era la latteria attraverso un intervento di rigenerazione urbana e riqualificazione ha un valore anche istituzionale, visto che questa sala diventerà quella consiliare, massima espressione della democrazia del Comune». Se oggi l’edificio guarda al futuro, la sua forza resta però nelle storie che custodisce. Lo ha sottolineato Dell’Acqua: «È con profonda emozione e con immenso orgoglio che vi do il benvenuto oggi in questo luogo che fa parte della storia profonda del nostro paese. Per generazioni, questa vecchia latteria è stata un punto di riferimento vitale. Non era solo un edificio dove si lavorava il latte, ma un vero e proprio motore dell’economia locale, un luogo di incontro quotidiano, di fatiche condivise e di legami autentici. Tra queste mura si respirava il senso del dovere e la concretezza della nostra tradizione contadina. E ora siamo qui a celebrare una rinascita». Per Dell’Acqua, il risultato nasce da una visione e da un lavoro condiviso: «Tutto questo non sarebbe stato possibile senza una visione lungimirante e, soprattutto, senza il sostanzioso e fondamentale contributo economico che è stato erogato a favore del nostro Comune. Senza questo fondamentale supporto economico, un’opera di tale portata sarebbe rimasta un sogno chiuso in un cassetto».
La scommessa sul futuro è far vivere la struttura: «Custodiamo questo bene con rispetto e orgoglio. Facciamolo vivere ogni giorno, perché questo centro ricreativo appartiene a ognuno di voi», l’invito rivolto alla comunità. Un messaggio raccolto anche da Oberti, che ha auspicato «che l’esempio di Caiolo sia seguito anche da altri». A illustrare gli interventi realizzati è stato il progettista Stefano Zazzi. Poi spazio alla cultura, con Alessandra Mostachetti dell’associazione “Caiolo Cultura”, che ha presentato le iniziative organizzate per accompagnare l’inaugurazione: la mostra fotografica “I nostri avi”, curata dall’associazione, una mostra multimediale della fotografa naturalista Susi Vettovalli e quella a cura di Remo Giatti, concittadino di Caiolo, con una serie di dipinti inediti ispirati alle tradizioni e ai costumi valtellinesi. E il concerto del pianista Fabio Muscatello.
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