Calici di stelle edizione numero 25.
Nello stile pre Covid, anzi meglio

La serata Venduti 1.200 calici, quasi come nel 2019. Evitata la pioggia, la gente si è riversata in centro. Rispetto al passato un vantaggio: minore il caos

Calici di stelle, tanto tuonò che non piovve. Non astri, ma neppure gocce d’acqua, l’acerrima nemica del vino.

Più forte di tutte le previsioni meteo, la tradizionale manifestazione dedicata alle degustazioni delle migliori produzioni doc, docg, igt e sforzati di Valtellina e Valchiavenna mercoledì sera è stata graziata dal tempo riuscendo a regalare un’edizione da incorniciare per numeri, atmosfera e anche clima.

Lambita dalle nuvole, illuminata dai lampi all’orizzonte, ma al riparo dagli scrosci temuti che pure avevano tenuto tutti quanti sul filo fino all’ultimo minuto (la mail di conferma dell’evento, quando il radar svizzero ha messo semaforo verde, è arrivata alle case vinicole alle 15 di mercoledì, quattro ore prima della mise en place) la città di Sondrio è tornata agli antichi fasti dell’evento che proprio in questo 2022, dopo due anni di attività condizionate dalla pandemia e dalle sua limitazioni, ha compiuto i suoi primi 25 anni.

Il bilancio del Consorzio di tutela dei vini diretto da Andrea Gandossini che ha organizzato l’evento insieme alla Strada dei vini e dei sapori e all’amministrazione comunale di Sondrio, all’indomani dell’iniziativa parla di milleduecento calici venduti (erano stati 1.400 nell’anno pre pandemico, il 2019), di una bella serata e dunque di soddisfazione da parte di tutti.

Tante le persone che già alle 19 dopo aver acquistato il carnet delle sette degustazioni nel cortile interno di palazzo Martinengo, dove ha la sua nuova sede il Consorzio vini, hanno animato il centro, partendo da piazza Garibaldi, arrivando a piazza Campello e poi ai giardinetti sassi per imboccare il caratteristico rione di Scarpatetti e arrivare fino a Castel Masegra e assaggiare gli Sforzati, accompagnandoli, viste anche le gradazioni più sostenute rispetto a rossi e rosé bevuti “di sotto”, con grissini o pane di segale messi a disposizione dalle case vinicole.

Un’edizione dal sapore in qualche modo antico, autentico, meno caotica di quelle dei primissimi anni quando Scarpatetti e le sue corti erano pressoché impraticabili, quando era quasi impossibile camminare nella strada stretta a causa della ressa. Un’edizione di Calici più soft e attenta alla qualità del bere. Tante le persone, molti non residenti, e tantissimi giovani anche, che arrivando al banchetto della degustazione si sono fermate per chiedere indicazioni, per conoscere la storia dei vigneti. Qualcuno ha anche chiesto di poter acquistare la bottiglia dopo averne assaggiato il contenuto, ma Calici di stelle non prevede vendite.

Un flusso continuo, una sorta di onda che da piazza Garibaldi che ha rappresentato per quasi tutti il punto di partenza si è mossa fino al castello e poi giù in piazza Cavour e lungo via Beccaria e via Dante. La presenza dei banchi di degustazione delle ventisette cantine - Alberto Marsetti, Alessio Magi, Alfio Mozzi, Arpepe, Ascesa, Balgera, Caven, Cooperativa. Triasso e Sassella, Dirupi, Dislivelli, Fratelli Bettini, Francesco Folini, Involt Agnelot, La Grazia, La Perla, La Spia, Le Strie, Mamete Prevostini, Marino Lanzini, Nicola Nobili, Nino Negri, Plozza, Radìs, Renato Motalli, Rupi del Nebbiolo, Sandro Fay e Triacca - non ha impedito ai pubblici esercizi di lavorare e anzi di fare, pure loro, il pienone.

Il tutto all’insegna della condivisione, del piacere di godersi la città in una sera d’estate.

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