Caro carburanti, a Sondrio conto da 38 milioni: spesa in aumento del 20%

Secondo le stime della Cgia, nel 2026 famiglie e imprese della provincia spenderanno 230 milioni di euro per benzina e gasolio, 38 milioni in più rispetto al 2025. Un aggravio medio di 3,2 milioni al mese che si somma ai 15 milioni di extracosti dell’elettricità denunciati da Confartigianato per le micro e piccole imprese

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Sondrio

Il caro carburanti presenta un conto da 38 milioni di euro in più alle famiglie e alle imprese della provincia di Sondrio. Secondo le stime dell’Ufficio studi della Cgia di Mestre, la spesa complessiva per benzina e gasolio per autotrazione sul territorio provinciale passerebbe dai 192 milioni di euro del 2025 a 230 milioni nel 2026. Un incremento del 20,1%, equivalente a un aggravio medio di circa 3,2 milioni al mese.

Una pressione che si affianca a quella delle bollette, sulla quale nei giorni scorsi Confartigianato Imprese Sondrio ha lanciato l’allarme: le micro e piccole imprese della provincia sostengono un extracosto dell’elettricità stimato in 15 milioni di euro rispetto alla media europea. Per le attività che utilizzano mezzi e consumano energia, il peso sui conti arriva così da due fronti, con meno risorse disponibili per investimenti e crescita.

Per i carburanti, ogni cento euro spesi lo scorso anno diventerebbero, secondo le previsioni, circa 120 nel 2026, a parità di consumi. L’elaborazione, basata sui dati del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, ipotizza gli stessi quantitativi di carburante consumati nel 2025 e prezzi medi annui di 1,95 euro al litro per la benzina e di 2,05 euro per il gasolio. I 3,2 milioni mensili sono quindi una media dell’aggravio annuo, non una rilevazione riferita al solo mese di ottobre.

Sondrio occupa il novantaseiesimo posto fra le 107 province considerate nella graduatoria degli aumenti mensili in valore assoluto ed è ultima fra quelle lombarde. Questo non significa che il rincaro sia meno intenso: gli importi dipendono anche dai volumi di carburante consumati. L’aumento percentuale provinciale, pari al 20,1%, supera infatti la media lombarda del 19,5% e resta appena sotto quella nazionale del 20,4%.

Il confronto con le altre province chiarisce la differenza. Milano registra un aggravio medio mensile stimato di 49,5 milioni di euro, Brescia di 31,2 milioni e Bergamo di 16,9 milioni. In termini percentuali, però, Milano e Lecco si fermano al 18,6%, Bergamo raggiunge il 20% e Brescia il 20,9%. Il conto sondriese è dunque più contenuto in euro, ma cresce più rapidamente di quello di diversi territori lombardi.

Una situazione che richiama quanto emerso dall’analisi di Confartigianato sull’elettricità. I 15 milioni di extracosti delle micro e piccole imprese equivalgono allo 0,22% del Pil provinciale, contro lo 0,14% della Lombardia e lo 0,17% nazionale. Anche in quel caso, rapportare la spesa alle dimensioni dell’economia locale fa emergere un’incidenza superiore alla media.

Sul fronte dei carburanti, la Lombardia è la regione chiamata a sostenere il maggior aumento in valore assoluto: quasi 1,97 miliardi di euro nell’intero anno, circa 163,9 milioni al mese. La spesa stimata sale da 10,09 a 12,06 miliardi. Seguono, per aggravio mensile, Emilia-Romagna e Veneto, rispettivamente con 111,1 e 106,1 milioni. A livello nazionale, il conto aggiuntivo previsto raggiunge circa 13,66 miliardi di euro, con una maggiore spesa media mensile di 1,14 miliardi.

La Cgia richiama soprattutto le difficoltà dei pendolari che hanno poche alternative all’automobile e delle imprese per le quali il carburante è una componente rilevante dei costi: autotrasportatori, agricoltori e piccole attività di servizi. Per la provincia di Sondrio, la previsione è quella di un quinto di spesa in più per benzina e gasolio rispetto al 2025. Un rincaro che si affianca allo svantaggio sul prezzo dell’elettricità denunciato dagli artigiani: le famiglie devono fare spazio ai maggiori costi degli spostamenti, mentre le imprese esposte a entrambe le voci devono assorbire il peso di carburanti e bollette senza compromettere i margini e la capacità di investire.

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