A Sondrio apre la Casa di comunità: servizi sanitari integrati e assistenza sette giorni su sette

Inaugurata la nuova struttura di via Stelvio realizzata con i fondi del Pnrr. Ambulatori, Punto unico di accesso, infermieri di famiglia e continuità assistenziale per rafforzare la sanità territoriale.

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Sondrio

«È stato faticoso da tutti i punti di vista, ma adesso la soddisfazione è grande perché lavorare insieme, noi, Ats, sindaci e istituzioni ci ha permesso di rispettare i tempi dati dal Pnrr che ci chiedeva di terminare i lavori entro il 30 giugno e approntare la fase organizzativa e di partire con l’attività a beneficio dei nostri cittadini». Soddisfazione, ma anche tanta emozione, nella mattinata di ieri, per Roberta Trapletti, direttore socio sanitario di Asst Valtellina e Alto Lario, che ha seguito passo passo la realizzazione delle otto Case di comunità territoriali di Livigno, Bormio, Tirano, Sondrio, Berbenno, Morbegno, Chiavenna e Dongo, oltre agli Ospedali di comunità di Sondalo, Tirano e Dongo, tenuto conto che la realtà di Morbegno è già in essere da tempo con letti per post acuti. «Non è un punto di arrivo, tuttavia, questo – precisa Trapletti -, ma di partenza, perché ora attendiamo che le persone accedano alla Casa di comunità e trovino qui le risposte ai loro bisogni. Il concetto di Casa, infatti, rimanda ad un luogo sicuro, cui fare riferimento, e quello di comunità ad un luogo in cui convergono persone con interessi comuni».

Molteplici i servizi ospitati nei 1330 metri quadri della struttura ricavata al primo e al secondo piano degli spazi di via Stelvio 35, sulla destra rispetto all’entrata del Centro prelievi, dove, sotto lo stesso tetto, sono ospitati uffici amministrativi, ma anche ambulatori della medicina di base, specialistica, infermieristica. «Importante senz’altro la ristrutturazione dei muri e l’utilizzo dei fondi del Pnrr, ma quel che importa è la svolta culturale impressa con questa realizzazione – dice Ida Ramponi, direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario – cioè il fatto di andare incontro ai cittadini, di creare un punto unico di accesso a una molteplici di servizi di loro interesse». La Casa di comunità è dotata di un Punto unico di accesso per l’accoglienza, l’orientamento e una prima valutazione del bisogno di salute della persona, situato al primo piano, aperto dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 18, e che risponde al numero 0342.521605, dopodiché ci sono una molteplicità di uffici che erogano più servizi. C’è l’ufficio scelta e revoca del medico di base, l’ufficio per le esenzioni, gli uffici per la fornitura di protesi e ausili, quelli che ospitano i servizi fragilità e cronicità con il personale di riferimento, le assistenti sociali, c’è lo psicologo, c’è il Consultorio famigliare con i suoi molteplici servizi, ci sono gli ambulatori medici e infermieristici.

«Qui è garantita la continuità assistenziale h 24 - precisa Lorenzo Grillo Della Berta, direttore dei Distretti di Sondrio e Morbegno di Asst Valtellina e Alto Lario -, perché nottetempo è presente il medico di continuità assistenziale (l’ex guardia medica, ndr), mentre di giorno c’è sempre in turno un medico a supporto della medicina territoriale ed è prevista anche la presenza di medici specialisti in orari dedicati». E non è tutto perché di fondamentale importanza è anche la copertura infermieristica, garantita sette giorni su sette, dalle 8 alle 20. «Ma l’attività della Casa non finisce qui – chiarisce il direttore socio sanitario Trapletti – perché noi vogliamo anche uscire con le infermiere di famiglia e di comunità e andare al domicilio delle persone per aiutarle a stare meglio. È indubbio che reperire il personale resta faticoso – aggiunge il direttore -, però, pur con grandi sforzi, abbiamo assunto persone per poter erogare l’assistenza medica e infermieristica e stiamo anche lavorando con i medici assistenza primaria perché possano, con calma, venire a prestare servizio anche nelle Case tenuto conto di quanto è importante l’integrazione per fare rete».

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