Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 04 Febbraio 2026
Chi sarà l’ultimo tedoforo? In pole Deborah Compagnoni
Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. Venerdì sera la cerimonia d’apertura e l’accensione dei due bracieri, a Milano e a Cortina.Valtellina protagonista: tra i nomi più accreditati c’è quello di Deborah Compagnoni, icona dello sci alpino mondiale.
Sondrio
L’attesa è finita, o quasi. Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 sono ormai alle porte e l’Italia si prepara a vivere giorni che promettono di entrare nella storia dello sport. Le prime gare sono iniziate già oggi, mentre venerdì i sera andrà in scena la cerimonia d’apertura, il rito solenne che darà ufficialmente il via ai Giochi e che culminerà nel gesto più iconico di tutti: l’accensione del braciere olimpico. Anzi, dei bracieri, perché per la prima volta ce ne saranno due, uno a Milano e uno a Cortina, simbolo di un’Olimpiade diffusa e profondamente legata ai territori.
In queste ore cresce il fermento, insieme al tradizionale «toto-nome» sugli ultimi tedofori, coloro che avranno l’onore di compiere l’ultimo tratto del lungo viaggio della fiamma olimpica, transitata nei giorni scorsi anche in Valtellina tra entusiasmo e partecipazione popolare. Un viaggio carico di significati, che richiama i valori più autentici dello sport: rispetto, lealtà, condivisione.
Ed è proprio dalla Valtellina che arriva uno dei nomi più forti per l’accensione del braciere di Cortina: Deborah Compagnoni. Campionessa straordinaria, simbolo dello sci alpino italiano e mondiale, Compagnoni non è soltanto una delle atlete più vincenti di sempre, ma anche una figura capace di rappresentare, con naturalezza ed eleganza, l’anima profonda di queste Olimpiadi. Tre ori olimpici, una carriera costruita su talento, sacrificio e determinazione, e un legame indissolubile con la sua terra rendono la sua candidatura particolarmente suggestiva. Vederla accendere il braciere proprio a Cortina, sede delle gare di sci alpino femminile, avrebbe il sapore di un cerchio che si chiude, un passaggio di testimone ideale tra generazioni.
Per il braciere di Milano, all’Arco della Pace, il nome che circola con maggiore insistenza è quello di Alberto Tomba, altro monumento dello sport azzurro, capace come pochi di infiammare il pubblico e di incarnare l’Olimpiade come grande festa popolare. E ci sono elementi che indicherebbero anche la possibilità che siano due coppie ad accendere i bracieri: il duo Tomba-Compagnoni sarebbe favorito per la sede di Milano, mentre a Cortina (in piazza Dibona) il duo prescelto potrebbe essere quello formato da Sofia Goggia e Gustavo Thoeni. Anche se le sorprese sono sempre dietro l’angolo: in questo senso sono stati fatti in passato i nomi di Carolina Kostner e Armin Zoeggeler. C’è chi sogna di vedere nel prestigioso ruolo Jannik Sinner, che avrà sicuramente un ruolo nella cerimonia, ma per quello più prestigioso sembra essere tagliato fuori dal fatto di non essere un atleta di discipline invernali e di aver per due volte rifiutato di partecipare alle Olimpiadi, Tokyo e Parigi, nel tennis.
In ogni caso, la Valtellina è già certa di essere protagonista. Oltre a Fontana, anche Martina Valcepina porterà in scena un messaggio potente di resilienza e appartenenza, sventolando il vessillo olimpico nonostante l’infortunio che le impedirà di gareggiare. Segni di un’Olimpiade che non è solo competizione, ma racconto collettivo, fatto di storie, territori e simboli.
Il nome dell’ultimo tedoforo verrà svelato solo al momento decisivo, sotto gli occhi del mondo. Fino ad allora resta l’attesa, carica di emozione. E se davvero dovesse essere Debora Compagnoni a compiere quel gesto, la fiamma olimpica troverebbe una custode perfetta: una campionessa che, come poche altre, ha saputo trasformare i valori dello sport in patrimonio condiviso.
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