Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 03 Luglio 2026
Chiareggio, è tornata la linea telefonica dopo più di venti giorni
Rientrata la linea Tim a Chiareggio dopo il blackout. Il guasto all’antenna ha colpito la comunicazione per tre settimane
Lettura 2 min.Chiareggio
«È la prima telefonata che ricevo dopo giorni e giorni di black out totale».
Non ci voleva quasi credere, Elena Negrini, gerente col marito Livio Schenatti del ristorante “Ai Portoni” di Chiareggio, di poter tornare a comunicare dal proprio cellulare Tim. Invece, proprio chi scrive le ha portato questa bella sorpresa avendo provato a contattarla per capire se il guasto Tim risalente a parecchi giorni prima fosse risolto.
«La linea è tornata proprio oggi (giovedì, per chi legge, ndr), intorno alle 11 – conferma Paolo Vedovatti, gerente con la moglie Lorena Gianoli, l’albergo-ristorante Pian del Lupo, sempre di Chiareggio -. Finalmente, non se ne poteva più. Non so cosa sia successo, noi abbiamo continuato ad inviare reclami e richieste di intervento alla Tim, finché la cosa si è sbloccata. Siamo riusciti lo stesso a gestire l’attività, perché la rete fissa funzionava e anche internet, poi abbiamo utilizzato altri gestori di telefonia mobile, ma per i clienti è stata dura non poter mai comunicare col proprio telefonino».
Ventidue giorni è durato il black out, perché la comunicazione sulla rete mobile si è interrotta la sera del 10 giugno scorso, probabilmente complice qualche forte fenomeno temporalesco che ha mandato in tilt il ponte radio, l’antenna che serve Chiareggio, amena località d’alta quota, 1612 metri, di Chiesa in Valmalenco ricca di strutture ricettive, fra alberghi, ristoranti, un bar, rifugi diffusi su tutta l’alta quota, e dove vivono anche stabilmente delle persone, mentre altre la raggiungono in estate per vivere le loro baite.
Senza dire degli escursionisti di giornata per i quali, comunque, poter comunicare via cellulare la loro posizione in caso di pericolo o di malore in quota è di fondamentale importanza.
Tutti sono rimasti tagliati fuori dal resto del mondo per giorni e giorni e non è stato facile.
«Avrò mandato 10 reclami a Tim – dice Morena Gianoli, gerente l’albergo-ristorante “Tana del grillo” -, praticamente era la prima cosa che facevo alla mattina appena alzata, ma niente. Il problema è andato avanti per giorni. Come struttura ce la siamo cavata lo stesso, abbiamo utilizzato altri cellulari che viaggiano con altri gestori e siamo andati avanti lo stesso, però non è stata una bella cosa per i clienti soprattutto».
Anche dal “Il Gembro”, altro storico locale della zona che apre ora solo da Pasqua a novembre, confermano aver inviato pec su pec a Tim prima di trovare udienza.
E una pec infuocata l’ha inviata cinque giorni fa a Tim anche Renata Petrella, sindaca di Chiesa, facendo presente la gravità della situazione per una stazione lontana dai centri abitati della zona e tuttavia popolata da residenti, villeggianti, che lavorano anche in smart working, turisti ed escursionisti che avrebbero potuto necessitare anche di assistenza medica.
«Di più non potevo fare come Comune perché poi i contratti sono individuali – dice il sindaco -, ma assicura che nella pec sono stata piuttosto dura. Poi ho invitato i cittadini a reclamare a loro volta e alla fine ho saputo che il problema è rientrato».
«Un guasto all’antenna che serve Chiareggio, al ponte radio – dicono dalla Tim -, che ha richiesto l’intervento di una ditta specializzata. In questi casi, in quota, dobbiamo procedere in questo modo per ragioni di sicurezza e non è semplice trovare personale ad hoc, anche perché spesso già impegnato su altre emergenze dovute a fenomeni estremi».
Il problema è che non appena è tornata Tim, è caduta Vodafone, anche se il black out è rientrato intorno alle 17 del giorno stesso.
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