«Comunione e pace L’appello del Papa per la conversione»

Il cardinale Cantoni ripensa al Conclave «Leone XIV ci richiama alla responsabilità del dialogo»

Sondrio

«A un anno dall’inizio del pontificato di Papa Leone XIV, il pensiero torna spontaneamente ai giorni intensi e carichi di emozione vissuti lo scorso anno: il dolore per la perdita di Papa Francesco, che ha segnato profondamente la vita della Chiesa e del mondo, e insieme il clima di preghiera, di responsabilità e di fiducia con cui il Collegio dei cardinali si è raccolto, nella luce dello Spirito Santo, per eleggere il successore di Pietro. Sono stati giorni in cui si è percepita con particolare forza la comunione ecclesiale e l’affidamento al Signore nel discernimento».

Così inizia il ricordo del cardinale Oscar Cantoni a dodici mesi esatti di distanza dall’8 maggio 2025. Una data decisamente memorabile per il vescovo di Como, chiamato a «individuare e riconoscere colui che il Signore aveva già scelto», come ebbe a dire lui stesso al termine del Conclave in un messaggio alla Diocesi: davvero «una grande e intensa esperienza di fede, unica nel suo genere», nella Cappella Sistina, vissuta assieme agli altri 132 porporati elettori.

«Oggi possiamo riconoscere con gratitudine il volto di una Chiesa che vuole farsi sempre più vicina alle persone, capace di ascolto e animata da un profondo desiderio di comunione. Il Santo Padre ci sta guidando con mitezza e determinazione verso uno stile evangelico essenziale, in cui la centralità di Cristo si traduce in attenzione concreta ai poveri, ai sofferenti e a quanti vivono situazioni di fragilità».

Sono questi, per Cantoni, i tratti essenziali emersi nel primo anno di pontificato di Leone XIV. Come si ricorderà, tra i due c’è un legame di stima e amicizia che dura da diversi anni: prima dell’elezione di Robert Francis Prevost al soglio pontifico, infatti, quest’ultimo era prefetto del Dicastero per i Vescovi, di cui Cantoni è membro dal 2022.

«In questi primi mesi - aggiunge - ho colto soprattutto un forte invito all’unità: una Chiesa che cammina insieme, senza divisioni, valorizzando i doni di ciascuno».

In modo particolare, poi, «emerge con grande forza il tema della pace, che rappresenta oggi una delle urgenze più profonde del pontificato. In un mondo attraversato da guerre, violenze diffuse e crescenti polarizzazioni, Papa Leone XIV richiama con insistenza tutti – credenti e non – alla responsabilità del dialogo, alla pazienza dell’incontro e al rifiuto della logica dello scontro».

E Prevost, del resto, continua a ricordarlo: «La pace non è soltanto assenza di conflitto, ma costruzione quotidiana di relazioni giuste, riconciliate e solidali. Il Papa ci invita a diventare artigiani di pace nei contesti concreti della vita, a partire dalle famiglie, dalle comunità e dalle società in cui viviamo, contrastando quella cultura dell’indifferenza e dell’aggressività che segna il nostro tempo», come sottolinea il vescovo di Como. E questi temi, non a caso, trovano una grande risonanza anche nei messaggi alla Diocesi del cardinale stesso.

«Particolarmente significativo è anche l’invito a riscoprire lo slancio missionario, sulla scia di Evangelii Gaudium, per annunciare con gioia il Vangelo nelle realtà di oggi, spesso segnate da smarrimento e solitudine. Si tratta di un cammino che interpella tutti – pastori e fedeli – a una conversione personale e comunitaria».

Fare sintesi del cammino degli ultimi dodici mesi chiaramente non è facile. Eppure, «se dovessi indicare una parola-chiave per questo primo anno, direi “comunione”: comunione con Dio e tra di noi, da cui nasce una Chiesa capace di costruire ponti, di generare speranza e di abitare il nostro tempo con fiducia. Una comunione che diventa anche lievito di pace, perché solo riscoprendoci fratelli possiamo davvero aprire strade nuove di riconciliazione nel mondo».

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