Cronaca / Sondrio e cintura
Sabato 16 Maggio 2026
«Deve raggiungerci in caserma», ennesimo tentativo di truffa a Grosio
Finti carabinieri hanno tentato di truffare un uomo di 80 anni convocandolo in caserma a Sondrio. A casa però erano rimaste le figlie e così i malviventi non sono riusciti ad entrare come nei loro piani
Lettura 1 min.Grosio
Convocato con tutta urgenza dai pseudocarabinieri nella caserma di Sondrio nella speranza, risultata fortunatamente vana, che nelle due ore di tempo minime per raggiungere il capoluogo da Grosio e far ritorno, l’abitazione restasse libera ed incustodita per farci visita. La garanzia dell’assenza dei proprietari è fondamentale per colpire e quindi i malintenzionati hanno trovato una scusa valida. Ma solamente la prima parte del piano dei truffatori è andata a segno ai danni di un pensionato grosino sugli ottant’anni costretto a un’inutile trasferta a Sondrio martedì pomeriggio.
Erano le 13 quando il telefono di casa ha squillato e l’arzillo pensionato ha risposto. Dall’altra parte una voce maschile che lo informava: «Siamo i carabinieri. Abbiamo fermato ieri sera un’Audi con a bordo stranieri ma intestata a lei. Questa auto è poi stata utilizzata per una rapina in una gioielleria a Sondrio: sappiamo che lei è innocente, che non è il proprietario dell’auto, che ne possiede altre e non questa. Ci siamo permessi di chiamarla perché le avevamo mandato una notifica affinché lei si presentasse questa mattina in caserma entro mezzogiorno, ma non è venuto».A quel punto il grosino avvisa la moglie di andare a controllare la posta e vedere se effettivamente fosse avvenuta la notifica: «Magari il postino era passato durante la nostra assenza e c’era nella cassetta delle lettere l’invio di andare nell’ufficio postale a ritirarla».
Scatta la seconda parte del piano dei malintenzionati: «Per chiudere la pratica sarebbe opportuno che lei potesse venire già questo pomeriggio nei nostri uffici a Sondrio alle 14.30». Giù la cornetta e via di tutta fretta, il pensionato si è messo in viaggio per essere puntuale all’appuntamento in caserma: «Al telefono mi avevano detto di chiedere del maggiore De Martino», ricorda il pensionato. «Quando sono arrivato in caserma a Sondrio e ho chiesto del fantomatico De Martino ho scoperto che non esisteva. I carabinieri, quelli veri, sono stati molto gentili e premurosi nei miei confronti: una volta ascoltato il mio racconto hanno immediatamente avvisato i colleghi di Sondalo di controllare che la mia abitazione fosse al sicuro. Io ero abbastanza tranquillo perché sapevo che quel pomeriggio le mie due figlie erano a casa, ma quando le forze dell’ordine hanno detto che era tutto ok, mi sono rincuorato».
La vicenda è andata a buon fine ma proprio per questo l’uomo ha deciso di renderla pubblica: «In caserma c’erano altre due persone della Bassa Valle che avevano subìto un’identica falsa convocazione al telefono. A noi è andata bene perchè durante l’assenza da casa nessuno è entrato a rubare, ma non sempre va così. Racconto la mia disavventura per tenere alta l’attenzione da parte di tutti su possibili truffe. Erano davvero molto convincenti al telefono ed infatti ci sono cascato in pieno».
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