Domande e valutazioni all’Inps
A marzo il via anche sul Lario

La sperimentazione Il nuovo iter coinvolge pure la provincia di Como Il direttore regionale: «Auspichiamo la progressiva riduzione dei tempi»

Invalidità, disabilità e 104 passano dall’Asst all’Inps, l’obiettivo semplificare percorsi e attese, medici legali e sindacati però sollevano dubbi e timori.

La riforma a monte introduce una procedura unica e omogenea per tutti gli accertamenti, dalle certificazioni di invalidità alle tutele lavorative, secondo i vertici dell’Inps così si riduce la «frammentazione precedente».

La sperimentazione

La novità oltre che a Como parte da marzo anche a Bergamo, Mantova, Pavia e Sondrio. Quanto già sperimentato a Brescia l’anno scorso anche secondo diversi esponenti della Regione non ha però dato i frutti sperati. Si temono lunghe code. «È un passaggio in sistema complesso, che coinvolge in modo coordinato Ministero, Inps, strutture sanitarie territoriali, enti locali, patronati e associazioni - spiega Antonio Di Marco Pizzongolo, direttore regionale dell’Inps - il focus, fin dall’avvio, è garantire continuità e qualità del servizio, attraverso una cabina di regia regionale che coordina attività operative, informative e logistiche con le sedi territoriali e con tutta la rete istituzionale». La riforma, secondo l’Inps, pone soprattutto «al centro la persona e il suo progetto di vita personalizzato».

Sì, ma cosa cambia? Si eliminano le visite di rivedibilità. Gli accertamenti vengono unificati: nasce la valutazione di base, che accorpa invalidità civile, cecità, sordità, sordocecità, disabilità, 104 e disabilità ai fini scolastici e lavorativi. Invece di percorsi separati tutto va avanti tramite un canale solo guardando non solo alle patologie, ma alla vita quotidiana della persona. L’utente non deve più presentare la domanda amministrativa separata. È il certificato del medico a far partire la procedura.

Le domande però oggi sono in forte crescita e le attese non sono rapide. «Nel medio periodo - commenta Di Marco Pizzongolo - auspichiamo una progressiva riduzione di tali tempi. La diminuzione sarà resa possibile dall’eliminazione dei passaggi intermedi e dalla presenza di una decisione unica, che consentirà una maggiore efficienza del processo decisionale e di deflazionare il possibile contenzioso. L’obiettivo non è solo rispondere all’aumento delle domande, ma farlo in modo coordinato con la rete territoriale». Dove si svolgeranno le visite? «Le visite medico legali, almeno nella prima fase, saranno accentrate presso la direzione provinciale di Como di via Pessina. In particolare, per agevolare la chiamata dei cittadini dalla provincia, le visite saranno calendarizzate in orari differenziati, in modo da facilitare gli spostamenti degli interessati, anche in funzione dei tempi di percorrenza. Poi l’Inps potrà attivare ulteriori punti visita in collaborazioni con le Asst, in base a carichi e flussi».

Quasi ovunque però mancano medici legali. «L’esperienza di Brescia – dichiara il direttore - su cui si sta investendo in ulteriori risorse mediche, anche in partnership con le Asst, ci ha permesso di anticipare le criticità presenti e strutturare un modello più solido. Con una governance condivisa. L’Inps ha avviato le procedure di reclutamento per il potenziamento del personale medico: è in fase di conclusione il concorso nazionale per 1.069 medici e in parallelo è stata pubblicata una selezione regionale per 23 medici cui affidare incarichi individuali, con un adeguato contingente destinato alle province lombarde coinvolte nella sperimentazione, tra cui Como».

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