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La replica Il Comune mette in discussione il recente studio Uil, stando al quale il capoluogo era il più caro in regione. Tra agevolazioni e disponibilità di posti: una copertura al 50% dei bambini da zero a tre anni e nessuna lista d’attesa
Lettura 1 min.Sondrio
La retta massima del nido comunale di Sondrio è di 520 euro al mese, pasti compresi, e i contributi pubblici riducono la spesa effettiva delle famiglie, fino ad azzerarla in molti casi.
A precisarlo è il Comune di Sondrio, che interviene a nome di tutti i Comuni dell’ambito territoriale per contestare il quadro emerso dal recente studio della Uil secondo cui, al netto delle agevolazioni e dei contributi per abbattere i costi, il capoluogo risultava il più caro della Lombardia, con 641 euro mensili tra retta e mensa per un Isee di 25mila euro.
La conferma
La differenza riguarda anzitutto i pasti: i 121 euro che l’analisi sindacale aggiungeva alla tariffa sono, secondo l’amministrazione, già compresi nei 520 euro. Ma non solo. La replica di Palazzo Pretorio si allarga alle agevolazioni e alla disponibilità dei posti.
Sondrio e i Comuni dell’ambito si confermano «un’isola felice per i servizi per la prima infanzia» sostiene il Comune, con 15 strutture pubbliche e private, una copertura che sfiora il 50% dei bambini da zero a tre anni e nessuna lista d’attesa.
Secondo l’amministrazione, lo studio della Uil, avrebbe ingenerato confusione sia tra le famiglie che già utilizzano il servizio, sia tra quelle prossime a iscrivere i figli, alcune delle quali si sono rivolte agli uffici comunali per chiedere chiarimenti.
Per il nido comunale “La Coccinella”, precisa il Comune, le tariffe vanno da un minimo di 130 euro mensili a un massimo di 520, applicato agli Isee da 25mila euro in su. Il valore massimo, sostiene l’amministrazione, è vicino alla media regionale e inferiore a quello di altre città lombarde, mentre per le famiglie con minore capacità economica le rette sono tra le più basse del confronto.
A cambiare ulteriormente il conto sono i sostegni pubblici, cui comunque la Uil aveva fatto riferimento. La misura regionale Nidi gratis, il bonus Inps e i voucher dei Comuni consentono, secondo la ricostruzione dell’ente, di abbattere le tariffe fino ad azzerarle in molti casi per chi ha un Isee inferiore a 22mila euro. Sopra questa soglia, la spesa mensile effettiva indicata nella replica, al netto di contributi e rimborsi, varia da 34,23 a 192,73 euro. «Sono le cifre effettive, di cui si trova facilmente riscontro sui siti internet dei Comuni dell’ambito» sottolinea il Comune di Sondrio.
I voucher
Nell’intero ambito territoriale, nell’anno scolastico 2025/2026 i Comuni hanno destinato oltre 136mila euro ai voucher, dei quali hanno beneficiato 102 famiglie. Un investimento cresciuto progressivamente, spiegano gli enti, per sostenere l’accesso ai servizi per l’infanzia. Il Piano nidi coordina strutture pubbliche e private con l’obiettivo di garantire posti disponibili e un sistema omogeneo di tariffe agevolate.
La precisazione dell’amministrazione riguarda anche l’organizzazione del servizio, in particolare la flessibilità richiamata dal sindacato. Alla Coccinella sono disponibili moduli orari diversificati, dalle 7,30 alle 16,30, con possibilità di prolungamento fino alle 17,30. L’amministrazione tiene anche a sottolineare l’alto gradimento per il servizio espresso da anni dalle famiglie.
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