Falso profilo Facebook attaccava i politici. Il caso scuote la Lega

La storia “Smascherato” troll che si scatenava sul web. Vittime Parolo, il movimento pro Morelli e altri. Trabucchi: «Lo abbiamo scoperto, è un leghista»

Aria di bufera nel mondo politico-istituzionale locale e, soprattutto, nella Lega provinciale. Nel pieno della campagna elettorale che porterà gli italiani al voto il 25 settembre, a scuotere il partito è il caso del profilo fake (falso, ndr) denunciato da Ugo Parolo nei giorni scorsi sulla sua pagina facebook.

Il signor Lombardo

A destare scalpore non il fatto che il troll, come si è scoperto essere tale “Lombardo Giuseppe”, attaccasse in modo provocatorio ed irritante il deputato leghista, oltre a moltissime altre persone, tra cui molti esponenti di partiti, movimenti ed associazioni, ma che dietro il falso profilo si celasse un altro esponente del partito di Salvini.

Una figura rilevante anche del panorama istituzionale sondriese, così sembrerebbe indicare l’identikit tracciato oltre che da Ugo Parolo, anche da Ezio Trabucchi, l’ex sindaco di Valdidentro membro attivo del Comitato di difesa dell’ospedale Morelli, tra i bersagli preferiti dell’azione di trolling di tal Lombardo.

La prima indicazione sulle iniziali del nome arriva proprio dal post di Parolo che ha dato il la alla questione: «Lombardo Giuseppe non esiste più! Cancellato il profilo da Fb. Chissà che il vero autore delle tante scemenze scritte in questi mesi non si sia spaventato. Tipico dei meschini, vero M.P.?».

A fornire le altre è Trabucchi commentando quanto scritto da Parolo. «Caro Ugo, abbiamo conosciuto la vera identità di questo tal “Lombardo Giuseppe”, che, nascosto vigliaccamente ed indecorosamente sotto un falso profilo Fb, ha attaccato tante persone, compreso te ed i dirigenti del Movimento popolare “Rinascita Morelli autonomo” - scrive il legale -. È un leghista (ben diverso da te, che sei una persona seria, trasparente ed un vero rappresentante delle istituzioni), un leghista (dicevo) con ruolo in consiglio comunale e nella Lega regionale. Ora meschinamente, con la coda tra le gambe, ha cancellato il falso profilo Fb, ma è tardi. Abbiamo acquisito le prove su tutto e fatto screenshot dei suoi commenti. Al momento opportuno pubblicheremo nome e cognome».

Tre mesi

Nome e cognome sui social non ne sono ancora comparsi, e denunce formali non ce ne sono - «ci sono tre mesi di tempo per farlo se qualcuna delle numerose persone attaccate riterrà di essere stata diffamata» spiega Trabucchi - e i dubbi continuano ad aleggiare anche se c’è chi è già certo di aver individuato il “colpevole”.

Il profilo tracciato da Trabucchi e Parolo, infatti, sembrerebbe condurre verso Maurizio Piasini, che è leghista, consigliere comunale a Sondrio (nonché presidente della stessa assemblea), e che ha un incarico in Regione. Interpellato, Piasini dice di «avere bisogno di capire di cosa si tratti» e, preso da urgenti problemi familiari, intanto non commenta.

Il segretario provinciale della Lega e vicesindaco di Sondrio Lorenzo Grillo Della Berta preferisce non commentare, lo stesso Parolo dopo il clamore sollevato dal post su fb non ha voluto aggiungere altro.

L’imbarazzo sulla vicenda è palpabile. Non ci sono profili legali in gioco, si tratta semplicemente di opportunità politico istituzionale nell’affrontare l’avversario, ma in questo caso c’è stato anche fuoco amico, ricorrendo non alla dialettica vis à vis, ma a metodi diversi.

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