Frana Lanzada: un anno dopo, il tracciato è quasi pronto

Il tratto interrotto è stato rinforzato con travi in cemento armato. Resta da installare le barriere di protezione per garantire la sicurezza. Entro dicembre l’apertura per i soli operatori economici e di cava, per quella definitiva occorre attendere.

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Mercoledì 11 novembre l’anniversario della frana lungo la strada comunale Lanzada-Franscia-Campo Moro. Se pur lentamente il tracciato riprende forma.

«Il collegamento c’è – assicura il sindaco Marco Negrini, che ha lavorato alacremente a questa emergenza insieme al suo vice, Francesco Nana, costantemente impegnato sulla stessa -. Il tratto di strada interrotto dal materiale sceso in verticale sopra la galleria artificiale è stato ripristinato senza dover ricorrere alla posa del ponte militare che avevamo preventivato. Non si è rivelato necessario, perché rimuovendo il materiale franato ci siamo accorti che il tracciato non era così compromesso come temevamo e si è potuto lavorare al suo rinforzo con travi in cemento armato. Ora questo lavoro è in una fase molto avanzata e già, al bisogno, i mezzi di cantiere possono passare così come è possibile transitare in caso di gravi emergenze».

C’è però ancora un punto dolente che non permette al sindaco e alla sua amministrazione di riaprire al traffico la strada, pur a senso unico, per tutti.

«Se a monte della galleria artificiale, dalla nicchia di frana fino al tunnel, il versante è completamente ripulito e sicuro – dice il sindaco – grazie ai disgaggi effettuati senza sosta dagli operatori delle ditte che si sono susseguite nei lavori, prima la Nani Costruzioni e la Fitzcarraldo, poi la Edil Valmalenco e la Geomont, il problema ora si pone sotto il tunnel. Perché il disgaggio a monte ha significato far rotolare a valle tutto il materiale, era inevitabile, e ora il versante si presenta completamente privo di alberi, come fosse il tracciato di una pista da sci. E questo lo rende pericoloso, perché potrebbero verificarsi smottamenti o, in presenza di neve, distacchi di slavine che arriverebbero dritte sui tornanti sottostanti. Sono pericoli che non possiamo sottovalutare».

Tant’è che l’amministrazione ha già presentato un progetto per l’installazione di barriere di protezione in attesa di approvazione.

«La stiamo aspettando per poter procedere quanto prima con i lavori propedeutici all’apertura del tracciato a beneficio di tutti – dice il sindaco -. Nel frattempo ipotizziamo, entro dicembre, di poter permettere il transito ai soli operatori economici di Franscia e Campo Moro e ai cavatori con i mezzi di cava in modo da permettere loro di portare a valle il materiale estratto e respirare un po’. Oltre al momento non possiamo andare per le ragioni di sicurezza di cui ho detto, ma certamente, non appena ci verrà approvato il progetto e potremo procedere con i lavori, partiremo a tambur battente come abbiamo sempre fatto. Dopodiché molto dipenderà anche dal meteo. Se sarà benevolo i tempi potranno anche essere anticipati, altrimenti penso che dobbiamo guardare ad un’apertura erga omnes, definitiva, dalla prossima primavera in vista della stagione estiva».

Già riportati a valle passando dalla strada ricostruita i quattro pulmini che hanno portato tantissimi turisti in quota quest’estate, intervento da 200mila euro garantiti dalla Provincia tramite Regione Lombardia, mentre il contributo più importante, per il ripristino della strada, è stato richiesto al Governo dal quale si attendono risposte fermo restando che l’Autorità di bacino lo ha già autorizzato.

Tutte chiuse, ora, salvo l’Edelweiss, le attività in quota, ma da fine anno, inizio del prossimo, certamente, qualche riapertura è prevista.

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