Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 15 Maggio 2026
Giovani verso il sacerdozio: «La Chiesa gioisce per voi»
Istituiti in Cattedrale dal cardinale due nuovi lettori e tre accoliti. Tra loro anche fra Stefano Baruta (Colda) e Francesco Ronchi (Bianzone)
Lettura 2 min.Como
«La Chiesa di Como, nostra madre, che oggi è in festa, gioisce per la vostra disponibilità al dono di voi stessi, che conferma l’accoglienza piena di quanto il Signore si attende da voi».
Sono queste le parole con cui il cardinale Oscar Cantoni mercoledì sera, in Duomo a Como, si è rivolto ai cinque seminaristi della Diocesi istituiti lettori e accoliti. Tra loro anche due valtellinesi: fra Stefano Baruta, 51 anni, di Chiuro, ma appartenente alla Fraternità Santo Spirito di Colda, e Francesco Ronchi, 24 anni il prossimo 26 maggio, della parrocchia di Bianzone.
Fra Baruta è stato istituito lettore dal vescovo assieme ai compagni di studi Gabriele Banfi, della parrocchia di Rovellasca (Como), e Giovanni Tolomini, della Comunità pastorale del Colichese (Lecco).
Ronchi, invece, è stato scelto per esercitare il servizio di accolito - ministero per il servizio all’altare e per la distribuzione dell’Eucarestia - insieme a Davide Girardi, della Comunità pastorale di Lomazzo. Tutti e cinque sono in cammino verso le tappe dell’ordine sacro, ovvero il diaconato e poi il presbiterato, e stanno compiendo la formazione teologico-pastorale nel Seminario vescovile di Como, seguiti dal rettore don Alessandro Alberti, originario di Morbegno, dal vicerettore don Gianluca Salini, di Ardenno, e dal padre spirituale don Alberto Erba, di Sondrio.
Il rito di istituzione di nuovi lettori e accoliti si è tenuto durante la messa solenne nel ricordo della Dedicazione della Cattedrale di Como, «occasione favorevole per ringraziare il Signore per la grazia che egli ha abbondantemente diffuso nel corso dei secoli, da quel 13 maggio 1083, nella primitiva chiesa di Santa Maria Maggiore, sulla quale poi fu edificata l’attuale basilica, dedicata a Santa Maria Assunta e consacrata nel 1497», come ha ricordato il cardinale.
«Quante generazioni si sono succedute lungo il tempo e quante persone si sono impegnate nel cammino di santificazione, sgorgato quale frutto della celebrazione dei divini misteri in questa nostra cattedrale. Sono uomini e donne che hanno lasciato una traccia nella vita della Chiesa, aprendo anche nuovi sentieri».
E questa feconda eredità viene ora prolungata anche grazie al servizio dei giovani ammessi ai ministeri istituiti del lettorato e dell’accolitato. «Voi promuovete la cultura del dono - ha detto il vescovo ai cinque seminaristi -, che è ciò che caratterizza quanti seguono Gesù, vivendo appieno la vita battesimale».
Ancora, «siete una “punta avanzata” della nostra Comunità, quindi, uno stimolo per tutto il popolo di Dio perché ciascuno metta a disposizione le proprie risorse affettive, il tempo, le competenze professionali per il bene di tutti. E soprattutto il proprio cuore, cioè la libera e gioiosa offerta di sé».
Rivolgendosi in particolare ai tre nuovi lettori, Cantoni li ha esortati a essere «veri discepoli della Parola, che incarnano ciò che ascoltano».
Ai due accoliti, invece, l’impegno di coltivare «con impegno appassionato lo spirito di unità, dal momento che tutti ci nutriamo del medesimo cibo eucaristico, che ci fa una cosa sola in Cristo e tra di noi». Da qui l’invito a trovare «assolutamente il tempo per coltivare ogni giorno una amicizia intima e profonda con il Signore, mediante l’adorazione eucaristica» e a servire Gesù «riconoscendolo nei poveri, che sono i privilegiati del Regno di Dio».
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