Cronaca / Sondrio e cintura
Venerdì 02 Ottobre 2026
Grosio, dopo 25 anni riparte la ricerca archeologica al Parco delle Incisioni Rupestri
Al via il progetto “Sotto la superficie”, finanziato da Regione Lombardia: georadar e magnetometria hanno già scandagliato il sottosuolo tra il Castello Visconteo e quello di San Faustino. Ora si preparano i primi saggi per verificare le anomalie individuate e ricostruire la storia dell’area
Lettura 1 min.Grosio
Dopo oltre venticinque anni, la ricerca archeologica torna al Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio e Grosotto. In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio è stato presentato l’avvio della fase operativa del progetto “Sotto la superficie”, finanziato da Regione Lombardia nell’ambito di Unico Cultura 2026.
Il progetto segna la ripresa delle indagini sul campo dopo una lunga interruzione e concentra l’attenzione su un settore particolarmente significativo per comprendere la storia del complesso archeologico: il Castello Visconteo e la sella che lo separa dal Castello di San Faustino.
Si tratta di un’area nella quale oggi non sono visibili strutture murarie affioranti, ma il cui sottosuolo potrebbe conservare importanti testimonianze delle diverse fasi di frequentazione e trasformazione del sito. Una prima campagna di prospezioni geofisiche, condotta mediante georadar e magnetometria, ha permesso di indagare il sottosuolo in maniera non invasiva.
«Dopo la campagna di prospezioni geofisiche condotta all’interno del Castello Visconteo e nella sella compresa tra i due castelli, stiamo elaborando i primi risultati per individuare le aree nelle quali effettuare i saggi archeologici - afferma il direttore scientifico del Parco Federico Zoni -.L’obiettivo è verificare la natura delle anomalie riscontrate nel sottosuolo, acquisire nuove informazioni sulla storia di quest’area e creare le condizioni per un possibile sviluppo futuro delle ricerche. La ripresa di ricerche rappresenta un momento importante, ma comporta anche una responsabilità: la conoscenza prodotta dalla ricerca deve essere restituita e condivisa con la comunità. Per questo intendiamo raccontare progressivamente ciò che emergerà dalle indagini, rendendo il pubblico partecipe non soltanto dei risultati finali, ma anche del processo attraverso il quale gli archeologi costruiscono nuove conoscenze sul passato. È questo il circuito virtuoso di archeologia pubblica che vorremmo costruire intorno al Parco».
Il progetto, coordinato scientificamente dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Como, Lecco, Sondrio e Varese in collaborazione con Università degli Studi di Bergamo, Fondazione Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio e Grosotto e Consorzio Turistico Media Valtellina, introduce un approccio integrato allo studio del complesso archeologico. L’impiego combinato di differenti tecniche di prospezione geofisica consente infatti di orientare le successive verifiche stratigrafiche, selezionando le aree di maggiore interesse e limitando l’intervento archeologico alle zone nelle quali i dati raccolti suggeriscono la presenza di possibili evidenze nel sottosuolo. L’obiettivo non è soltanto individuare nuove strutture, ma ricostruire nel tempo le modalità di occupazione e trasformazione dell’area compresa tra i due castelli, contribuendo a una lettura sempre più articolata della lunga storia del Parco e del territorio di Grosio e Grosotto.
La nuova stagione di indagini sarà accompagnata da un programma di archeologia pubblica. La ricerca non rimarrà confinata agli addetti ai lavori: attraverso aggiornamenti periodici, iniziative sul campo e attività rivolte alle scuole, il Parco racconterà metodi, domande e risultati delle indagini man mano che queste procederanno.
Con “Sotto la superficie”, il Parco torna quindi a essere non soltanto un luogo di tutela e valorizzazione di un patrimonio già conosciuto, ma anche un luogo nel quale si produce nuova conoscenza sul passato e la si condivide con il territorio.
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