I pizzoccheri valtellinesi conquistano il New York Times

La ricetta tradizionale, promossa dallo chef Negrini, protagonista di un articolo sulla testata americana. Grazie alle Olimpiadi, un tour enogastronomico ha fatto scoprire il territorio.

Sondrio

La ricetta dei pizzoccheri vola nel mondo ed è protagonista sulle pagine del New York Times. Roba da medaglia d’oro della cucina in periodo olimpico, con una menzione d’eccellenza su uno dei media più importanti al mondo proprio grazie ai Giochi di Milano Cortina 2026. L’articolo della giornalista Kim Severson, uscito domenica 15 febbraio, una delle firme di punta del New York Times, non arriva a caso. Dietro c’è la regia dello chef di origini valtellinesi Alessandro Negrini, che ha costruito per la giornalista premio Pulitzer nel 2018 e vincitrice di numerosi premi per la critica gastronomica, un itinerario gourmet su misura domenica 8 febbraio.

«Il tutto è nato perché lo chef Daniele Humm del ristorante Eleven Madison Park di New York ha segnalato Il Luogo di Aimo e Nadia come uno dei suoi ristoranti preferiti italiani – spiega lo chef – mi ha messo in contatto con la giornalista del New York Times che, siccome aveva visto la mia ricetta del pizzocchero, voleva approfondire questo piatto. È venuta a cena a Milano nel nostro ristorante, ha deciso di stare come me un giorno mentre saliva verso l’Alta Valle e abbiamo organizzato un tour in zona Sondrio».

Come i grandi narratori, la Severson ha voluto andare a scovare le notizie sul campo, rimanendo letteralmente folgorata dal pizzocchero con tanto di spelling “petes-O-keh-ree” e con una riproposizione della ricetta dello chef Negrini passo dopo passo nel rispetto dell’Accademia sulle pagine Food del New York Times, con l’utilizzo del formaggio Valtellina Casera.

«Uno dei momenti più intensi è stato il viaggio in elicottero, grazie a Roberto Grazioli di Eurotech che ci ha voluto regalare un volo panoramico sul Gruppo del Bernina. Kim scriveva e prendeva appunti mentre volava, è interessante il punto dei grandi giornalisti internazionali che vanno a ricercare la notizia a fondo. Siamo atterrati a Caiolo e risaliti in Valmalenco dove siamo andati a vedere gli artigiani del lavecc, ci siamo diretti a pranzo al ristorante Fracia di Chiuro dove abbiamo mangiato dei pizzoccheri eccezionali e abbiamo camminato nella vigne con l’aiuto di Danilo Drocco, direttore della Nino Negri, che ci ha fatto da cicerone e ha spiegato i terrazzamenti, abbiamo fatto un giro di Sondrio prima di riaccompagnarla a Bormio».

Una ribalta olimpica per la Valtellina enogastronomica che non sorprende lo chef Alessandro Negrini. «Questo è l’emblema delle Olimpiadi, l’internazionalità dell’evento che è uno straordinario faro sul territorio della Valtellina e in generale sulla Lombardia; quando ti rapporti con il mondo è bello valorizzare il nostro territorio unico in maniera intelligente. Il plauso va all’organizzazione: la Valtellina ha dimostrato di saper fare le cose e di essere un gruppo».

Un articolo che secondo Negrini non sarà l’unico, per un territorio che punta in alto. «Personalmente credo che le Olimpiadi siano il punto di partenza e non di arrivo, dobbiamo capire che grazie al lavoro di squadra, se si lavora bene compatti, si possono migliorare le attività lavorative di tutta la Valtellina intera senza per forza parlare solo di Bormio e Livigno: c’è un mondo interessato a questo territorio in maniera colta».

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