Il comandante dei Vigili del fuoco di Sondrio, Durante: «Qui volontari decisivi, risposta tra le più rapide d’Italia»

Il nuovo comandante provinciale dei Vigili del fuoco evidenzia il ruolo chiave dei volontari e la necessità di competenze specialistiche per il territorio.

Sondrio

A poche settimane dal suo insediamento, il comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Sondrio, Antonio Giulio Durante, ha già dovuto misurarsi con un banco di prova di assoluto rilievo: la sfida olimpica. «È stata la mia prima occasione ufficiale da nuovo comandante – spiega –. Ho trovato un comando molto impegnato. Molte delle attività legate alle Olimpiadi erano iniziate prima del mio arrivo e non mi prendo certo il merito del buon esito delle operazioni. I colleghi che mi hanno preceduto avevano già svolto tutto il lavoro necessario. Io mi sono limitato a gestire il dispositivo messo a disposizione e organizzato dalla Direzione regionale e dal comandante precedente. Adesso si torna alla regolarità».

Un ritorno alla quotidianità che, in provincia di Sondrio, significa comunque confrontarsi con un territorio complesso. «È una bella sfida – sottolinea –. Questo è un territorio molto particolare, diverso dagli altri: ci sono molte montagne, viabilità difficili, numerose gallerie e, naturalmente, una forte presenza di volontari. La sfida sarà riuscire a valorizzare pienamente tutte le componenti. In questo comando la presenza dei volontari è significativa: è fondamentale trovare la giusta sinergia per garantire il soccorso più efficace possibile sul territorio».

Una sinergia che si traduce anche in numeri concreti. Nel 2025 il comando ha effettuato circa 500 interventi per incendio, con un tempo medio di arrivo sul posto di circa 15 minuti, a fronte di una media nazionale di 20. «A livello internazionale il tempo di intervento è uno dei parametri con cui si misura l’efficienza dei Vigili del fuoco. È un dato reso possibile dalla capillarità dei distaccamenti, permanenti e volontari, e dalla disponibilità dei volontari stessi. I permanenti svolgono questo lavoro di professione, i volontari ci mettono anche la loro passione. Questa sinergia ci ha permesso di essere particolarmente tempestivi: quindici minuti sono davvero un ottimo risultato».

Il comando di Sondrio può contare su circa 330 unità complessive: 208 permanenti, a fronte di una pianta organica di 264, e 287 volontari attivi, distribuiti in 5 distaccamenti permanenti e 14 volontari. Una realtà ben diversa da quelle in cui il comandante ha prestato servizio in passato. «Vengo da Milano, dove il ruolo dei volontari è meno incisivo, e da Agrigento, dove c’era un solo distaccamento volontario. Qui il loro contributo è determinante».

Oltre agli incendi, l’attività operativa comprende 450 interventi l’anno per dissesti statici e danni da acqua, 175 incidenti stradali e 120 ricerche di persone scomparse. «Sembrano numeri freddi, ma dietro ci sono aspetti fondamentali». Le ricerche, ad esempio, richiedono competenze specialistiche: tecniche Saf per operare in montagna, su neve e ghiaccio, capacità topografiche, sistemi di localizzazione dei cellulari, soccorritori acquatici e fluviali per interventi in lago o fiume. Per mantenere questi standard vengono svolti circa 950 turni di addestramento l’anno, ciascuno di 12 ore.

Anche gli incidenti stradali presentano peculiarità legate al territorio: 15 gallerie oltre i 500 metri, di cui 3 superiori ai 3.000. «Un intervento in galleria è molto diverso da uno su strada ordinaria». A questo si aggiunge la presenza di numerosi mezzi alimentati a Gnl, gas naturale liquefatto, che richiede procedure specifiche per la messa in sicurezza. «Sono competenze diffuse a tutto il personale, ma che necessitano di formazione continua».

Il soccorso tecnico urgente è solo una parte dell’attività. Centrale è anche la prevenzione incendi. Nel 2024 il comando ha partecipato a circa 110 commissioni e conferenze di servizi, valutato 150 progetti, effettuato 250 sopralluoghi ed emesso 15 contravvenzioni. «La repressione è necessaria, ma ritengo più importante la sensibilizzazione e la diffusione della cultura della sicurezza, soprattutto nelle attività di pubblico spettacolo». Sul fronte della formazione esterna sono stati organizzati 27 corsi, formando 450 addetti antincendio, figure che svolgono un ruolo essenziale non solo in emergenza ma anche nella prevenzione.

Grande attenzione anche alla formazione interna: ogni permanente ha svolto mediamente 35 ore di addestramento nell’anno.

© RIPRODUZIONE RISERVATA