Inaugurazione dei nuovi spazi dell’Its Agroalimentare, Valditara annuncia altri fondi

Il ministro Valditara ha annunciato altri 500.000 euro per la Fondazione Its e l’apertura dei laboratori alle aziende, sottolineando l’importanza della filiera formativa.

Sondrio

Laboratori aperti anche al mondo delle imprese, mezzo milione di euro per la formazione della Fondazione e un appello a testimoniare la bellezza del lavoro.

Non solo la presenza istituzionale e l’attenzione del suo dicastero verso un territorio piccolo e periferico come quello valtellinese: Giuseppe Valditara, ieri a Sondrio per l’inaugurazione dei nuovi spazi della Fondazione Its Agroalimentare, realizzati accanto alla Fondazione Fojanini, ha portato anche annunci importanti, destinati a sostenere ulteriormente la crescita dell’istituzione.

«Vi porto buone notizie» ha detto subito il ministro, accolto dal presidente della Fondazione Fabio Esposito, da quello di Confindustria Marco Campanari, dal numero uno della Provincia Davide Menegola e dal sindaco Marco Scaramellini. «Innanzitutto è stato approvato l’emendamento governativo, da me fortemente voluto, che consente ai laboratori degli Its di essere utilizzati in conto terzi. Questo permetterà un ulteriore slancio nella direzione di una sinergia sempre più forte tra il mondo della formazione e quello del lavoro. Inoltre, sto per firmare un decreto che destinerà a questi percorsi formativi altri 120 milioni di euro, di cui oltre 500mila destinati a questa Fondazione».

Risorse che si aggiungono ai 225 milioni di euro già assegnati al sistema lombardo degli Its e in arrivo prossimamente: «Un ulteriore esempio» ha sottolineato Valditara «di quanto crediamo in questa filiera». Una filiera su cui il ministro ha investito fin dall’inizio del suo mandato. Lo stesso Valditara lo ha ricordato davanti a una platea di amministratori, rappresentanti istituzionali e imprenditori intervenuti all’inaugurazione.

«Ho fortemente voluto una riforma che collegasse in modo solido il mondo della scuola e quello dell’impresa, della formazione e del lavoro» ha detto. «Il cosiddetto 4+2 è stata una sfida vinta: quest’anno siamo ormai a quasi 12mila iscritti, in continua crescita. Si tratta di un modello che pone il nostro sistema tecnico e professionale all’avanguardia in Europa. La filiera funziona solo se collaborano scuola tecnica e professionale, Its e azienda. L’impresa ha un ruolo decisivo: contribuisce alla costruzione del curriculum e può mettere a disposizione tecnici e manager per l’insegnamento, arricchendo la formazione con competenze specialistiche che la scuola, da sola, non sempre riesce a offrire».

Un percorso che crea un legame strutturale tra scuola e Its, garantendo sbocchi concreti: «È anche un’opportunità per trattenere i giovani sul territorio, perché l’imprenditore li individua e li forma già prima del diploma».

Gli investimenti, però, da soli non bastano senza un cambiamento culturale, a partire dall’orientamento di studenti e famiglie, tema su cui il ministro ha insistito con forza.

«Ho proposto al presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, un protocollo per portare gli imprenditori nelle scuole, soprattutto medie, dove si compiono scelte decisive» ha detto. «L’orientamento è strategico: ho scritto e continuerò a scrivere ai genitori per sottolineare l’importanza di questi percorsi, che non devono più essere considerati di serie B, ma di prima fascia, fondamentali per il nostro sistema produttivo».

Convincere famiglie e giovani è cruciale: «Per questo è importante la testimonianza diretta degli imprenditori» ancora Valditara «entrare nelle scuole, incontrare studenti e genitori, far capire che qui c’è futuro e carriera».

Il tutto legato a un richiamo ampio e forte al valore del lavoro: «Sto investendo molto affinché la cultura del lavoro, che è un valore costituzionale, riacquisti centralità» ha concluso il ministro. «Dobbiamo ripartire già dalla scuola primaria per trasmettere la bellezza del lavoro e ciò che rappresenta il mondo dell’impresa: prosperità e futuro. Dobbiamo tornare a farne un valore capace di affascinare i nostri giovani».

Monica Bortolotti

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