Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 04 Febbraio 2026
Incidente sul lavoro a Chiuro: assoluzione confermata in Appello
La Corte di Appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado che vedeva imputati i legali rappresentanti della Serpentino Graniti S.r.l.. Respinto l’appello della parte civile.
Chiuro
La Corte di Appello di Milano ha confermato integralmente la sentenza assolutoria di primo grado, emessa dal Tribunale di Sondrio in data 12 giugno 2024, con cui gli imputati, ossia l’affermata imprenditrice della Valmalenco Laura Lenatti all’epoca dei fatti di 73 anni - in qualità di legale rappresentante dell’impresa Serpentino Graniti S.r.l.- e Pietro Cabello (quest’ultimo a quel tempo di 50 anni, nelle vesti di amministratore della società), erano a processo per un grave incidente sul lavoro avvenuto a Chiuro il 30 aprile 2020, erano stati assolti dal giudice del Tribunale di Sondrio, Valentina Rattazzo, perche “il fatto non sussiste”. La Procura del capoluogo valtellinese non aveva impugnato la sentenza assolutoria, lo aveva fatto unicamente la parte civile.
Ricordiamo, in breve, la vicenda. Un dipendente della società, Avtar Singh, classe 1966, di nazionalità indiana e residente a Sondrio, assistito in entrambi i gradi di giudizio dall’avvocato Manuela Mauro del Foro di Sondrio, si era gravemente infortunato durante la movimentazione di un blocco di serpentino, provocandosi gravi lesioni, in particolare l’amputazione quasi totale della gamba destra.
Il reato contestato agli imputati dal magistrato Chiara Costagliola (di recente trasferita alla Procura di Milano) al termine delle indagini dei carabinieri e degli ispettori di Ats della Montagna, infatti, era quello di lesioni colpose gravi per aver determinato il sinistro a causa di violazione di norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro (omessa formazione dell’operaio in ordine ai rischi specifici anche rispetto alle supposte conoscenze linguistiche dell’infortunato).
Il giudice del Tribunale di Sondrio, a seguito di una lunga e accurata istruttoria, aveva, invece, assolto i due imputati ritenendo non fondate le accuse formulate dal pm Costagliola, stabilendo che nessun addebito potesse essere mosso a Lenatti e Cabello, che, al contrario, avevano adeguatamente formato ed informato il dipendente in ordine alle attività e ai rischi connessi.
L’infortunio, scriveva il giudice nelle motivazioni della sentenza assolutoria, era derivato da una condotta imprudente e non prevedibile del dipendente Singh il quale si era avvicinato al blocco in movimento senza rispettare le distanze minime previste e non applicando le procedure che dovevano essere seguite.
La parte civile aveva interposto appello alla sentenza di primo grado, chiedendo che fosse affermata la responsabilità ai fini civilistici degli imputati. All’esito della discussione la Corte ha confermato la sentenza di primo grado, condannando altresì la parte civile appellante al risarcimento delle spese legali sostenute dagli imputati.
Gli avvocati Monica Cabello di Chiesa in Valmalenco e Stefano Di Pasquale di Sondrio al termine dell’udienza hanno affermato: “Anche la Corte di Appello di Milano ha confermato la piena innocenza dei nostri assistiti in relazione al grave incidente occorso a Chiuro. La società Serpentino Graniti S.r.l., come ampiamente dimostrato nel corso del processo, si è sempre distinta nell’ambito della sicurezza sul lavoro e della formazione dei dipendenti, e anche la pronuncia della Corte di Appello lo dimostra senza alcun dubbio”.
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