Ingegneri, l’IA cambia la professione: «Responsabilità e competenze sempre più centrali»

Il nuovo Consiglio dell’Ordine degli Ingegneri di Sondrio debutta al Congresso nazionale di Trieste, dedicato alle nuove frontiere della professione

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Sondrio

Dall’intelligenza artificiale alla sicurezza del territorio, dalla riqualificazione energetica degli edifici alla rigenerazione urbana: cambia il lavoro degli ingegneri e crescono le responsabilità di una professione chiamata a tenere insieme innovazione, sostenibilità e benessere sociale. Temi che toccano da vicino anche la provincia di Sondrio e che hanno accompagnato la prima uscita ufficiale del rinnovato consiglio dell’Ordine degli Ingegneri.

Il presidente Luca Gadola, il segretario Stefano Mandelli e il consigliere Claudio Zubiani hanno partecipato a Trieste al settantesimo Congresso nazionale, dedicato a “Nuove frontiere, nuove responsabilità”. Un appuntamento di confronto sulle trasformazioni della professione e sul contributo dell’ingegneria allo sviluppo del Paese, in sintonia con il programma del nuovo Consiglio sondriese, ispirato a “Ingegneria e umanesimo”

. Al centro dei lavori, una domanda: come utilizzare la tecnologia per costruire un modello di sviluppo più sicuro, sostenibile e attento alle persone? Un interrogativo che riguarda il modo di progettare, lavorare e prendere decisioni, soprattutto ora che l’intelligenza artificiale entra sempre più nei processi professionali.

«Siamo a un bivio epocale per quanto riguarda la professione dell’ingegnere che, come abbiamo sottolineato anche nelle nostre linee programmatiche, non può più soltanto limitarsi alla parte strettamente specialistica o tecnica» rimarca Gadola. Una riflessione che ha trovato spazio anche negli interventi del teologo Vito Mancuso, con la lectio magistralis “Umani, ancora. Libertà e responsabilità nell’epoca IA”, e del fisico Federico Faggin sul confronto tra intelligenza umana e artificiale. Due contributi che il presidente indica tra i più seguiti del Congresso. «L’adozione su larga scala dei sistemi di IA pone interrogativi profondi sul piano tecnico, regolatorio ed etico – dice Gadola -, che chiamano in causa il ruolo dell’ingegnere come garante della qualità e dell’affidabilità dei sistemi».

Da qui l’attenzione alla governance dell’intelligenza artificiale: definire regole e limiti chiari diventa essenziale nei settori in cui le nuove tecnologie possono incidere sulla sicurezza delle persone e delle infrastrutture. La sfida è accompagnare l’innovazione con competenze e responsabilità adeguate. Il Congresso ha offerto anche una lettura dell’andamento economico del settore. Dopo una fase di forte crescita, l’ingegneria sta entrando in un periodo di stabilizzazione, mantenendo livelli di attività significativamente superiori a quelli precedenti alla pandemia. Resta elevata la domanda di professionalità tecniche, spesso difficili da reperire, necessarie per sostenere la trasformazione digitale e tecnologica del Paese.

A completare il confronto, il futuro del sistema degli Ordini e la valorizzazione delle specializzazioni. Per Gadola, modernizzare l’organizzazione della professione significa anche riconoscere il peso crescente delle competenze: «In un contesto nel quale l’IA e le nuove tecnologie stanno rapidamente trasformando il lavoro – conclude -, la responsabilità professionale e la qualità delle competenze assumono un ruolo sempre più centrale».

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