Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 30 Aprile 2026
Ingegneri: regole, equo compenso e sfide in provincia di Sondrio
Il seminario di aggiornamento professionale ha evidenziato la complessità della professione a Sondrio, tra fragilità idrogeologiche e necessità di rispetto etico. Dati, riforme e responsabilità al centro del confronto
Sondrio
«Vietato sbagliare». Non è solo un modo di dire, ma una vera e propria bussola etica che orienta la professione dell’ingegnere, soprattutto in un territorio complesso come quello della provincia di Sondrio, dove fragilità idrogeologiche e specificità ambientali rendono ogni decisione tecnica particolarmente delicata.
È da questo presupposto che ha preso avvio il recente seminario di aggiornamento e approfondimento professionale dedicato alla figura dell’ingegnere, un momento di confronto che ha acceso i riflettori su deontologia, riforma degli Ordini, equo compenso e rapporti con la committenza.
A tratteggiare il quadro locale è stato il presidente dell’Ordine, Felice Mandelli, che ha evidenziato numeri e tendenze: «Gli iscritti sono 693, dei quali 313 anche a Inarcassa e tra i colleghi ve ne sono ottanta che hanno superato i 70 anni. Le nuove iscrizioni si aggirano sulla quindicina all’anno». Una fotografia che ricalca il dato nazionale: circa un milione di laureati in ingegneria, ma solo un quarto iscritti all’Ordine e appena 81mila a Inarcassa.
Mandelli ha sottolineato anche alcuni cambiamenti strutturali: il calo di attrattività dell’ingegneria civile e la crescita dei percorsi legati all’informatica, oltre a una rappresentanza lombarda che, pur numericamente rilevante, resta limitata a livello nazionale.
Spazio poi alla deontologia, al centro dell’intervento del segretario Carlo Erba. Il codice, aggiornato al 7 giugno 2023, rappresenta una guida chiara: «Operare nel legittimo interesse del committente e informare la propria attività professionale ai principi di integrità, lealtà, chiarezza, correttezza e qualità della prestazione». Un richiamo che si estende anche alla formazione continua, rafforzata negli ultimi anni con eventi a distanza e collaborazioni tra Ordini.
Sul fronte economico, Stefano Boninsegna ha ribadito l’importanza delle regole introdotte negli ultimi anni: «Il preventivo scritto adeguato alla complessità dell’opera è un obbligo, ma soltanto dal 2017», così come il disciplinare d’incarico. Centrale anche il tema del “compenso presunto”, suscettibile di variazioni che «vanno sempre comunicate».
Di particolare impatto l’intervento dell’avvocato Giulio Carrara, che ha affrontato il tema della responsabilità professionale: «Sono sempre tre e imprescindibili i pilastri sui quali deve poggiare la qualità della prestazione dell’ingegnere – ha detto -: diligenza, perizia e prudenza». Ma con una distinzione netta rispetto ad altre professioni: «Se per medici e avvocati è doveroso fare del proprio meglio, l’ingegnere ha l’obbligo di centrare il risultato, ovvero la realizzazione a regola d’arte del progetto».
Infine, uno sguardo alla dimensione sociale della professione con l’intervento di Mauro Orlandi, impegnato nella gestione delle emergenze di protezione civile: «Come Ordine siamo chiamati a intervenire per censimento dei danni e rilievi di agibilità». Un ambito in cui competenze tecniche e spirito di servizio si intrecciano, spesso «prescindendo da qualsivoglia compenso».
Un quadro complesso, quello emerso dal seminario, che restituisce l’immagine di una professione in evoluzione, chiamata a confrontarsi con nuove sfide senza mai perdere di vista il principio cardine del “non sbagliare”.
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