Lanzada, nuova frana allo Sferlùn: «È venuto giù il mondo»

Massi e detriti arrivati fino al torrente Lanterna, divelto il bosco nella zona delle vecchie miniere. Nessun ferito, strada per la Bruciata chiusa in via precauzionale.

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Lanzada

«Prima sono scesi due sassi, ma non mi sono preoccupato più di tanto, perché è un versante che di tanto in tanto scarica materiale, poi, però, ho notato che il movimento diventava continuo e, ad un certo punto, è venuto giù il mondo. A occhio direi molto più di quanto si è staccato da sopra la galleria artificiale sulla strada per Franscia nel novembre dello scorso anno. L’unica cosa è che, in questo caso, non sono interessate abitazioni, strade, attività, perché sotto c’è poco o niente. Ma il bosco è molto rovinato, le piante sono state del tutto divelte». A dirlo è Luca Parolini, dipendente della Marmi Mauri con attività a Le Prese di Lanzada, che dopo aver assistito al distacco dell’11 novembre dello scorso anno sopra la strada per Franscia ed essersi trovato anche a un palmo di naso, in linea d’aria, dall’indicente elicotteristico del 4 dicembre scorso, venerdì, poco dopo le 17, ha filmato anche questa nuova frana. «È incredibile, sono circondato da frane – assicura -. Erano le 17.05 quando è accaduto, posso dirlo quasi con certezza, perché avevo appena tolto la tuta da lavoro. Mi sono un poco preoccupato – ammette -, perchè sapevo che lì in zona stavano operando alcuni cavatori di un’altra ditta e poco più a destra ci sono le attività della Imi Fabi, ma nessuno è stato fortunatamente travolto o interessato da questa frana. È avvenuta in una zona storica di cava, situata a quasi 1500 metri di quota dove ci sono le vecchie miniere di amianto e, proprio lì, veniva depositato in passaro il materiale estratto. Una sorta di discarica. Un gran botto, diciamo così, ma per fortuna nessun problema per le persone o le cose».

La situazione è già sotto la lente dell’amministrazione comunale che, da novembre, è sotto pressione dal punto di vista della tenuta del territorio e sta dando il massimo, in questo senso, a garanzia della pubblica incolumità e della sicurezza. «A scopo molto cautelativo abbiamo emesso un’ordinanza di divieto d’accesso alla strada agro silvo pastorale che porta alla Bruciata – dice Francesco Nana, vicesindaco di Lanzada -, perché vogliamo prima valutare l’accaduto ed effettuare un sopralluogo col geologo. Lunedì procederemo in questo senso, per cui fino ad allora l’accesso alla Bruciata preferiamo tenerlo chiuso tenuto conto che alcuni massi sono arrivati a lambire il torrente Lanterna. Non ci sono stati problemi né nell’area di cava della Serpentino e graniti, né per le attività di Imi Fabi con i titolari dei quali ci siamo pure sentiti. Purtroppo la zona dello “Sferlùn” è da sempre teatro di distacchi, è molto fratturata, fragile, ma stavolta il materiale rotolato a valle è parecchio. Non ho ancora una stima precisa, per cui preferisco non dare numeri a caso, ma è sicuramente tanta roba». Procedono, intanto, i lavori di messa in sicurezza e ripristino dei luoghi sul tracciato per Franscia in vista di una possibile apertura ai soli mezzi di cava, o poco più, per i primi di ottobre. «Per queste attività la sofferenza in questi mesi è stata notevole, per cui stiamo cercando di fare il possibile per dare loro la possibilità di portare a valle del materiale – dice il vicesindaco -. La ditta Geomont sta lavorando a monte e proprio venerdì ha effettuato i fori per posizionare i tubi su cui posare i tiranti delle reti paramassi che si ipotizza di posizionare in una ventina di giorni, mentre la Nuova edil Valmalenco sta lavorando alla pulizia della parte bassa della strada per procedere, da lunedì, nella zona della galleria artificiale. Tutti stanno dando il massimo con l’obiettivo di ripristinare condizioni minime di transito il prima possibile».

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