Cronaca / Sondrio e cintura
Giovedì 16 Aprile 2026
L’esperienza olimpica: «Un tesoro per sempre, uniti abbiamo vinto»
Anna Pavone, ospite della trasmissione “Una Valle Olimpica” su Unica Tv – canale 75, ripercorre il dietro le quinte di un evento capace di lasciare un segno profondo su tutto il territorio.
Sondrio
Un’Olimpiade che ha superato le aspettative, costruita tra timori iniziali e un lavoro meticoloso durato oltre un anno. A raccontarla è il prefetto di Sondrio Anna Pavone, ospite della trasmissione “Una Valle Olimpica” su Unica Tv – canale 75, che ripercorre il dietro le quinte di un evento capace di lasciare un segno profondo su tutto il territorio.
Prefetto Pavone, a qualche settimana di distanza che bilancio traccia?
Sono molto soddisfatta. È andata benissimo, oltre le più rosee aspettative. I problemi erano tanti da risolvere e proprio per questo la sorpresa per come le cose sono andate è stata davvero grande.
C’erano tante preoccupazioni alla vigilia
Sì, e non le abbiamo nascoste. Proprio questa consapevolezza delle criticità ci ha spinto a un lavoro certosino, molto accurato, che ci ha permesso di affrontare tutte le questioni con soddisfazione.
Qual è stato il lavoro preventivo più importante?
Siamo partiti da un’analisi del territorio, con sopralluoghi nei siti olimpici per la sicurezza. Abbiamo esaminato ogni angolo di Bormio, Livigno, Valdidentro, Valdisotto, Valfurva e Tirano, quest’ultimo un punto cruciale per i trasporti. L’incognita della tangenziale di Tirano infatti ci ha accompagnati fino all’ultimo, ma anche con l’apertura parziale possiamo dire che è andata molto bene.
Immaginiamo un grande lavoro su viabilità e trasporti.
Sì, il 70% degli sforzi è stato dedicato a questo. La Valtellina ha una viabilità fragile, una sola arteria principale e una linea ferroviaria a binario unico. Abbiamo costruito piani dettagliati, coinvolgendo tutti gli enti in un lavoro corale che ha funzionato. Anche le condizioni meteo, con neve e rischio isolamento, erano una variabile importante.
È stato fondamentale il coordinamento tra istituzioni?
Indispensabile. È quello che a Milano chiamano metodo Ambrosiano: ci si siede attorno a un tavolo e non ci si alza finché non si trova una soluzione. La collaborazione tra tutti gli enti del territorio, Regione, Provincia e Comuni, ma anche Fondazione Milano Cortina 2026, è stata continua e ha permesso di garantire sicurezza e ordine, cercando allo stesso tempo di limitare i disagi per i residenti.
Parlando di eredità delle Olimpiadi: cosa resta al territorio?
È difficile scegliere. Le opere infrastrutturali sono fondamentali, perché partivamo da una situazione critica. Ma anche il ritorno d’immagine è stato enorme: americani e giapponesi hanno scoperto la Valtellina. Tuttavia, la vera eredità è la rete di relazioni che si è creata tra istituzioni. Questo patrimonio aiuterà nel lavoro quotidiano».
C’è anche una legacy che riguarda la sanità.
Sì, il piano sanitario è stato notevole. Sono stati creati presidi in Alta Valle e l’ospedale di Sondalo è diventato punto di riferimento. Attrezzature e competenze restano sul territorio: è un’eredità fondamentale.
Possiamo dire che il lavoro delle istituzioni è partito da lontano, ma le Olimpiadi si sono accese davvero con il passaggio della torcia?
È vero. Da quel momento la popolazione ha percepito pienamente l’evento. Piazza Garibaldi a Sondrio era gremita, un entusiasmo che non mi aspettavo. Anche le forze dell’ordine, oltre mille arrivate da tutta Italia, sono rimaste entusiaste del territorio.
Un’esperienza da ripetere?
È stata un’esperienza bellissima per tutti. Abbiamo lavorato intensamente, ma abbiamo anche costruito qualcosa che resterà nel tempo.
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