Livigno-Svizzera: Aquagranda candidata per la stazione ferroviaria

L’incontro in municipio ha definito tempi di percorrenza e ipotesi infrastrutturali per il futuro binario.

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Livigno

Aquagranda non più solo centro benessere ma pure stazione ferroviaria. L’ampia zona che circonda la struttura potrebbe diventare la sede della stazione della Livigno-S-chanf. È una delle indiscrezioni del recente incontro in municipio a Livigno fra parti italiane e svizzere interessate dal progetto. È pure emerso il tempo di percorrenza sui binari dalla località svizzera al Piccolo Tibet: 12 minuti. Il progetto TRIP – Treni Retici in Progress, inserito nel Programma di Cooperazione Interreg Italia-Svizzera 2021-2027, che vede il Comune di Livigno tra i partner con la Provincia di Sondrio come capofila, sta procedendo a ritmo sostenuto. L’iniziativa punta a studiare e realizzare il futuro collegamento ferroviario tra Livigno e S-chanf, nel Cantone dei Grigioni, candidandosi a rivoluzionare radicalmente la mobilità sostenibile dell’intera Alta Valtellina.

Il percorso progettuale si sta avvicinando a un traguardo fondamentale: la conclusione del DOCFAP (Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali), lo strumento tecnico ed economico indispensabile per definire con precisione le soluzioni infrastrutturali. Un passaggio chiave in questa direzione si è tenuto nel municipio di Livigno, dove l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Remo Galli ha incontrato i rappresentanti della Ferrovia Retica, di EKW e i tecnici incaricati dello studio. Il vertice ha permesso di condividere indicazioni strategiche di grande rilievo.

Tra le ipotesi emerse spicca l’individuazione dell’area di Aquagranda come possibile sede della futura stazione ferroviaria livignasca, una posizione strategica che agevolerebbe non solo il collegamento con la Svizzera ma anche un’eventuale, futura prosecuzione della linea verso Bormio. Uno degli aspetti più affascinanti emersi dallo studio riguarda l’efficienza dei tempi di percorrenza. La Ferrovia Retica ha evidenziato come un tragitto di appena 12 minuti tra Livigno e S-chanf permetterebbe di agganciarsi in modo perfetto alla rete elvetica, garantendo coincidenze rapide verso Zernez, Sankt Moritz, Landquart e, da lì, direttamente su Zurigo.

Per residenti e turisti si profilerebbe un’alternativa concreta e moderna all’utilizzo dell’automobile, capace di alleggerire il traffico stradale e di aprire la destinazione a nuovi flussi turistici internazionali nel segno della sostenibilità ambientale. «L’obiettivo è dotare il territorio di un’infrastruttura moderna e capace di connettere stabilmente Livigno con i grandi assi di trasporto europei» – afferma il sindaco, Remo Galli. «La chiusura del DOCFAP rappresenterà la base tecnica ideale per impostare le prossime fasi di sviluppo di un’opera che guarda lontano». Immaginare di salire a bordo di un treno nel cuore di Livigno e raggiungere la rete ferroviaria svizzera ed europea in pochi minuti non è più soltanto una suggestione, ma un’idea progettuale che sta prendendo forma con passi concreti.

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