Lo spettacolo delle bolle di ghiaccio

Anche nei laghi dell’Engadina si possono ammirare queste strane meraviglie della natura

Sondrio

Non solo nei grandi laghi di Alaska, Canada e Siberia, ma anche in bacini naturali più vicini a noi, come quelli engadinesi, si assiste al fenomeno delle bolle di ghiaccio. Bellissimo da vedersi e immortalato da chi ha avuto modo di raggiungere in questi giorni, con i pattini, zone piuttosto appartate sulle rive del lago di Sils, in Engadina, a 1797 metri di quota, piuttosto che il centro dello stesso, dove sono affiorate spettacolari bolle di ghiaccio. «Ora non si vede più niente perché tutto è stato coperto dal leggero strato di neve scesa in questi giorni - dice Giovanni Rovedatti, morbegnese, appassionato di scialpinismo -, e non si può certamente pattinare in queste condizioni sul lago, però, fino a pochi giorni fa era un piacere solcare con le lame il lago di Sils coperto da uno strato di almeno venti centimetri di ghiaccio. E soprattutto nelle zone a riva, nell’area di Plaun da Lej, mi sono imbattuto in questo spettacolo delle bolle di ghiaccio. Bisogna un po’ cercarle, perché non tutto il lago è coperto di bolle. Si trovano in certe aree a riva e qualcosa c’è anche in centro lago. Un fenomeno spettacolare, naturale e presente in alcuni laghi alpini anche in Italia».

Le bolle sono state fotografate anche nei laghetti delle Orobie bergamasche, così come sul lago di Serraia, nell’altipiano di Baselga di Piné, in Trentino. Sono il prodotto di una miscela di gas, fra cui il metano, frutto del degradarsi della materia organica ad opera di microrganismi che vivono il fondale dei laghi. Perché sotto la coltre di ghiaccio, la vita del lago non si interrompe di certo. Questi gas, in pratica, fanno per salire in superficie, come avviene in tutto le stagioni, per liberarsi in atmosfera, ma incontrando la coltre ghiacciata rimangono intrappolati e formano queste bolle a spirale così particolari ed esteticamente interessanti. A Baselga di Piné sono andati oltre ed hanno provato a praticare dei fori nel ghiaccio per vedere cosa accadeva alle bolle dalle quali si è liberato proprio del gas, metano. Un fenomeno molto presente nelle regioni artiche, indicatore del cambiamento globale in atto, in particolare del riscaldamento del pianeta. In questo senso desta anche preoccupazione perché le bolle sono il prodotto del disgelo e della decomposizione del permafrost e, a sua volta, il metano reimmesso nell’atmosfera, in quanto potente gas serra, amplifica il riscaldamento globale.

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