Cronaca / Sondrio e cintura
Mercoledì 26 Agosto 2026
Lanzada, l’ultimo saluto a Fabio Nani: agricoltori da tutta la provincia
Il mondo agricolo valtellinese si è stretto alla famiglia dell’allevatore 53enne morto nell’incidente sulla pista del Furnèl. Presenti anche i vertici di Aral, Coldiretti, Fondazione Fojanini e Provincia. Ora la preoccupazione è per il futuro dell’azienda di famiglia.
Lettura 2 min.Lanzada
Il mondo dell’agricoltura si è riunito a Lanzada, nel primo pomeriggio di oggi, per l’ultimo saluto a Fabio Nani, 53 anni, del posto, vittima di un tragico incidente stradale avvenuto all’inizio della pista provvisoria del Furnél, tracciato alternativo alla strada comunale che porta a Franscia e a Campo Moro, allestito quest’estate per permettere alle attività di quota di continuare a lavorare. Magari a scartamento ridotto, ma di poterlo fare. Fabio Nani, contitolare con la sorella Mariapia della società agricola “Il Cornetto”, con spaccio a Chiesa, azienda a Lanzada e agriturismo a Campagneda, era su e giù tutti i giorni, si può dire, dal fondovalle all’alta quota, fino a domenica mattina, quando, poco dopo le 5, alcuni escursionisti di passaggio sul sentiero-pista del Furnèl, hanno visto la sua piccola jeep Suzuki nel bosco, a una trentina di metri dal tracciato. Fabio era lì, nel mezzo accartocciato, purtroppo morto sul colpo. Il suo percorso si è interrotto in quell’istante e nulla ha potuto. Non la sua determinazione, la sua voglia di fare, il carattere coriaceo e tosto tipico dei malenchi. Nulla. Il silenzio è calato su Lanzada e su questa famiglia di agricoltori indefessi, ed è scattata la vicinanza. Ieri, al funerale c’era l’universo agricolo provinciale. Persino dalla Valchiavenna sono arrivati gli agricoltori e allevatori a rendergli omaggio. Dalle zone più periferiche della provincia, perché l’azienda di Fabio Nani era nota ovunque.
C’erano anche i vertici di Aral, l’Associazione degli allevatori regionale della Lombardia, rappresentata da Gianmario Tramanzoli, il vicedirettore, e c’era Coldiretti, rappresentata da Flavio Bottoni, segretario per la zona di Sondrio. C’erano i tecnici della Fondazione Fojanini e c’era Fides Marzi Hatungimana, che, negli anni, ha tenuto tantissimi corsi per casari in provincia di Sondrio e i funzionari del settore agricoltura della Provincia. «Dopo anni di frequentazione, del resto, non è possibile non lasciarsi coinvolgere anche emotivamente da queste persone – conferma Flavio Bottoni -. Agli inizi sono, magari, solo professionisti del settore con cui ci si relaziona per motivi di lavoro, poi diventano amici. Anche perché li si vede costantemente alle prese con l’attività, concentrati h24 sulla stessa, 365 giorni l’anno. Si vede la passione che ci mettono e spiace, quindi, perderli in questo modo». Grande la vicinanza espressa dai compaesani e convalligiani e da tutto il mondo agricolo provinciale ai congiunti del defunto, alle figlie Elisa ed Antonella, a mamma Maria Linda, a nonna Natalina, alla sorella Mariapia, contitolare dell’azienda di famiglia, alla compagna Michela, che si occupa dello spaccio aziendale di Chiesa. Un profluvio di affetto sincero che ha fatto sicuramente bene a tutti i congiunti del defunto anche se per Mariapia, in particolare, il fardello da portare, ora, è pesantissimo. Al lutto per la morte del fratello si aggiunge il pensiero per la sua azienda. Chi la sosterrà, ora, che Fabio non c’è più? Questo è il grande rebus anche se pure l’amministrazione comunale ha assicurato impegno, da parte sua, per aiutare Mariapia a trovare dei collaboratori. Ieri, al funerale, c’erano il vicesindaco Francesco Nana, e il consigliere Simone Parolini. A celebrare le esequie don Simone Trabucchi, insieme a don Alfonso Rossi e a due sacerdoti in servizio estivo in Valmalenco.
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